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La legge di Lidia Poët

Torino sugli schermi di Netflix

di Tommaso Cenni

SIAMO STATI ALL'ANTEPRIMA DELLA NUOVA SERIE NETFLIX LA LEGGE DI LIDIA POËT (IN ONDA DAL 15 FEBBRAIO), PICCOLA PERLA MADE IN ITALY GIRATA (E PRESENTATA) A TORINO

Torino fine ‘800, prima capitale d’Italia, casi misteriosi, musica rock, il tutto tratto da una storia vera (certo un po’ romanzata), ovvero quella della prima avvocata d’Italia: Lidia Poët.

La legge di Lidia Poët - Matilda De AngelisNetflix con la sua nuova serie La legge di Lidia Poët celebra una figura pseudo-recente della storia torinese e italiana, sconosciuta ai più, ma un vero manifesto della lotta per i diritti delle donne nel nostro paese. Un percorso lungo e travagliato (ancora in corso) in cui la caparbietà e il coraggio di singoli personaggi come quello della Poët sono risultati assolutamente fondamentali.

Nei panni di Lidia l’attrice Matilda De Angelis, protagonista di un mondo maschile (e il più delle volte ostile) che affronta con ironia e con quella sfacciataggine tipica delle grandi e piccole rivoluzioni della storia.

La legge di Lidia Poët è una serie fruibile, “popolare”, pronta ad abbracciare ampio pubblico, ma allo stesso tempo con alla base un messaggio e una critica ben calibrati

La legge di Lidia Poët è una serie fruibile, “popolare”, pronta ad abbracciare ampio pubblico, ma allo stesso tempo con alla base un messaggio e una critica ben calibrati. O almeno questa è stata la nostra prima impressione. Impressione che abbiamo avuto il piacere di costruirci perché invitati da Netflix all’anteprima della serie, al cinema Massimo, il 13 febbraio; occasione in cui abbiamo guardato insieme a giornalisti e invitati la prima puntata della serie in onda dal 15 febbraio proprio su Netflix. Una presentazione in grande stile quella preparata dal colosso americano che ha addobbato cinema Massimo e Mole in stile Lidia Poët: con il tipico fucsia, le comparse in abito ottocentesco, perfino uno strillone che ci ha consegnato la nostra copia della Gazzetta Piemontese (antenata de La Stampa) che ci ha iniziato al mondo ideato da Guido Iuculano e Davide Orsini.

La legge di Lidia Poët - anteprima Cinema MassimoRed carpet, anzi pink carpet e siamo entrati a goderci questa proiezione in anteprima. Ci ha stupito e, senza spoiler, possiamo dire che questa serie si preannuncia come un interessante noir-giallo in costume a tinte rock con sullo sfondo Torino in tutta la sua bellezza; quindi non potevamo non rimanerne affascinati. Al centro la lotta personale di una donna per la propria emancipazione (e possibilmente non solo la sua), desiderosa di sovvertire l’ordine “naturale” e inseguire il proprio sogno di diventare avvocato ed essere libera. Un progetto che si scontra con una società di tardo ‘800 chiaramente avversa. Anche un viaggio di mille miglia inizia però con il primo passo, e ogni sì, ogni battuta, ogni piccola vittoria profuma in qualche modo di fondamentale. La tematica di genere non è mai (in questa prima puntata) un elefante nella stanza, ma anzi è gestita con ironia e brillantezza. Funziona bene, anche grazie a una bravissima Matilda De Angelis, affiancata da un cast fin da subito azzeccato. Nota di merito alla fotografia (che ben racconta Torino) e alla colonna sonora veramente rock che partecipa al rendere contemporanea l’ambientazione ottocentesca, assieme ai valori comunicati.

Dopo la proiezione l’opportunità di farci raccontare in presa diretta sensazioni, qualche retroscena, ispirazioni alle spalle de La legge di Lidia Poët direttamente da attori, ideatori, registi. Ci hanno raccontato il legame importantissimo con la città e con questa storia per la realizzazione della serie; e il grande divertimento (e affetto) nei confronti del prodotto stesso. Ultimo atto un rinfresco all’interno della Mole Antonelliana, vestita con abiti e mobilia in rima con la serie (in mostra per una settimana). Tutto di grandissima qualità, e quando si muovono produzioni così importanti si sente…

Noi siamo felici: perché vedere dall’alto in una delle scene iniziali piazza Carignano ci ha emozionato. Perché siamo pronti a scommettere sul successo di una serie che ci è piaciuta fin dai primi minuti; e perché pensiamo possa essere uno splendido spot per la nostra città. Un ringraziamento è doveroso.