Nel 1916 Albert Einstein pubblica per la prima volta la sua teoria della relatività. Nel 1916 viene presentato al mondo il brevetto del primo trapano elettrico della storia. E, purtroppo, sempre nel 1916, inizia la tragicamente celebre battaglia di Verdun. Ma, allo stesso tempo, nel 1916 nasce a Torino la Macelleria Testa.
È questa una storia di famiglia, come tante altre che hanno fatto grande il nostro Paese lungo tutto il ‘900, nonostante le guerre, le crisi, i grandi cambiamenti del Ventesimo secolo e oltre. Ecco, forse proprio la capacità di adattarsi, di evolvere rimanendo sempre sé stessi, è stata una delle chiavi del successo dell’avventura della famiglia Testa.

Da Porta Palazzo al mercato di corso Racconigi, fino a questa splendida location in via Fréjus 101: la vita di questa Macelleria racconta anche di com’è mutata nel tempo Torino, anzi di come la nostra città ha dovuto reinventarsi per rimanere al passo con il mondo, custodendo però con cura la propria anima operosa e, a suo modo, poetica.
Alessandro Baricco un po’ di tempo fa, in un’intervista, ha detto che «i piemontesi sono goffi nella felicità», sottintendendo per noi una scarsa propensione ai festeggiamenti; anche perché, sempre secondo Baricco, i piemontesi «si prendono spesso poco sul serio, ma prendono sempre molto sul serio quello che fanno». Mai descrizione fu più azzeccata…
Dunque, noi, per festeggiare un po’, ma anche per continuare a parlare di lavoro, carne, passato, futuro e storie d’impresa che compiono 110 anni (auguri!), siamo andati a chiacchierare con Paolo Testa e sua moglie Daniela, “penultima” generazione della Macelleria Testa, dopo Carlo (il fondatore) e Giuseppe con Luisa, genitori di Paolo e nonni di Federica e Martina, la quarta generazione. Vi raccontiamo com’è andata.

Sotto Natale questo posto è particolarmente magico, lo è ogni giorno, ma con le decorazioni diventa abbastanza da favola, in rima con un bancone da cineteca: l’arte degli arrosti, le preparazioni per le feste, sua maestà il bue grasso, i capunet, gli arancini di carne, il sushi, le costate, una meravigliosa battuta al coltello pronta “all’uso”, la trippa…
Quant’è impegnativo portare avanti un’offerta di questo tipo, peraltro da 110 anni? «Sicuramente lo è, con noi oggi lavorano 15 persone, siamo più un’azienda che una macelleria… Ecco, rispetto a un tempo la struttura e i volumi del nostro mestiere sono sicuramente cambiati. La qualità è quella di sempre, o meglio quella che da sempre cerchiamo di portare ai nostri clienti».
Tanti di questi sono affezionatissimi, alcuni comprano dai Testa da generazioni. «Siamo cresciuti insieme… Anche se poi il nostro raggio d’azione si è notevolmente ampliato: oggi vengono e ordinano i nostri prodotti da ogni parte di Torino e anche oltre».

Non è complicato crederci: nel 2026 compie dieci anni anche il progetto Creare Qualità, condiviso da sempre con l’allevamento Rabino di Canale d’Alba, un’eccellenza piemontese garante di una carne di assoluta qualità e di una filiera corta che consegna alla Macelleria una fornitura verificata in ogni passaggio e di primissima scelta. «Mantenere questa qualità è fondamentale, ma nel tempo è stato ancora più importante allargare la nostra offerta – ci spiegano Martina e Federica – a partire dal banco della gastronomia, delle preparazioni fresche, dei formaggi e della pasta».
Loro sono il volto “nuovo” della Macelleria, la quarta generazione che si è presa onere e onore di portare nel futuro questa storia. «L’ambizione è combinare il meglio del passato con le potenzialità del futuro: custodendo oltre un secolo di mestiere tramandato dalla nostra famiglia, ma allo stesso tempo innovando il brand Testa». Perfettamente coerente, in questo senso, la decisione di creare un’app dedicata agli ordini della Macelleria, una newsletter che aggiorna su tutte le novità e, prossimamente, un’e-commerce che semplificherà ulteriormente consultazione e acquisto di questi magnifici prodotti, cui tutto ruota attorno…
Un’ultima riflessione prima della chiusura: Paolo ci racconta ogni taglio di carne come una creazione unica e preziosissima, Martina e Federica ci illustrano le idee che guideranno il futuro di questo posto, intanto i clienti entrano e due su tre vengono chiamati per nome… Forse c’è ancora qualche speranza per il buon futuro della nostra gastronomia.
Dunque, in un’epoca di storie brevi, amori prêt-à-porter e mode culinarie prevalentemente passeggere, la Macelleria Testa è più di una bottega di gusto, è la dimostrazione che determinazione, passione e competenza possono produrre storie destinate a durare nel tempo. È il simbolo di una caparbietà tutta torinese che, anche a distanza di 110 anni, continua a scrivere belle pagine di gusto e famiglia.
(foto FRANCO BORRELLI)
