Se avete voglia di “perdere” un po’ di tempo, addentratevi nei meandri dell’etimologia del verbo “godere”, e scavate nel dedalo di lingue indoeuropee in cui vi ritroverete, può essere formativo. Se avete limitata pazienza, ci pensiamo noi a farvi un riassunto: a prescindere dalla strada che percorrerete, lo studio dell’etimo vi porterà a una parola chiave, ovvero “allegria”. Godere significa tendenzialmente rallegrarsi, dedicarsi al piacere, percepire piena contentezza. Fin qua tutto fila abbastanza. Quanto vi stupite invece se vi diciamo che secondo uno studio statistico, promosso da Federalimentare, 9 italiani su 10 considerano il cibo un elemento cruciale della propria cultura e una delle scelte di libertà a cui non possono rinunciare? Noi non più di tanto. Il cibo è da sempre sinonimo di socialità, educazione, divertimento, goduria. E lo è sia a tavola che fuori, anzi, spesso il pensiero di ciò che mangeremo a cena è perfino più godurioso dell’esplicazione pratica. A proposito, cosa mangiamo per cena?

Stasera andiamo da Magno Carlina, nell’omonima piazza, è la verità è che siamo già indecisi. Certo, parte probabilmente in vantaggio la splendida pizza, a cui siamo ormai affezionati da diverso tempo. Se ne prende cura Gabriele Gibin, giovane maestro, puntuale dominatore di cottura, impasto e lievitazione, i tre pilastri di una pizza come si deve. Noi la mangiamo fin da quando Magno era “solo” un bel locale di via Andrea Doria, e continuiamo a farlo ora che è (anche) uno spettacolare ristorante immerso nella magia di piazza Carlina. Ci sbilanciamo: Gabriele è riuscito, nel tempo, a costruire un’idea di pizza identitaria e riconoscibile, gustosa e super digeribile, per noi tra le più azzeccate in città; complimenti!
Ma, dicevamo, la scelta non è semplice, il ring gastronomico che oggi Magno offre è sicuramente da pesi massimi, infatti di fronte alla pizza troviamo un bel menu, rassicurante e stimolante allo stesso tempo; in grado di adempiere al non facile compito di stare al passo con la qualità (alta) della pizza di Gibin. Ergo, ecco il dilemma: pizza VS menu, come si fa a scegliere? È complicato… e infatti non scegliamo! Prendiamo tutto, a specchio, anzi come in Pong (quello di Atari), uno dei primi videogiochi di sempre.
Iniziamo con una pizza con crema di carote, friarielli, olive taggiasche, capperi fritti, pomodorini confit e olio affumicato Guglielmi, e rispondiamo con le pappardelle alla carlina, sugo al pomodoro Italianavera mantecato con parmigiano e stracciatella: un derby d’Italia, un’esplosione di colori, una goduria su tela. Non ci fermiamo.

Secondo round: da una parte un’altra pizza, stavolta con mozzarella fior di latte, provola affumicata, zucca, salvia e guanciale croccante, dall’altra sua maestà il vitello tonnato (la storia, il culto, casa nostra). Alla fine chi vince? Lo sport, come si usa dire. E nello specifico Magno Carlina, un locale che ci ha convinto al primo sguardo, anche grazie a un’estetica davvero entusiasmante (fatevelo un tour qua dentro perché ogni ambiente è da scoprire).

A noi nel cuore resta un match di gusto all’ultimo sangue, difficilmente riscontrabile altrove, capace di accontentare tutti senza rinnegare mai un grammo della propria identità.
MAGNO CARLINA
Via Luigi Des Ambrois, 5/E – Torino
Tel. 011.5536893

(Foto di FRANCO BORRELLI)
(Servizio publiredazionale)
