Maxelâ più che un locale è una destinazione: quella di chi vuole mangiare bene, sorseggiare qualcosa di sorprendente e, già che c’è, concedersi un’angolatura inedita su Torino. Ma da questa settimana è successo qualcosa di nuovo. La cucina ha messo in scena – o meglio “in tavola” – un menù rinnovato che già sta conquistando il pubblico. E noi siamo andati a provarlo.

Gli evergreen, ovviamente, non si toccano. Infatti, la battuta di fassona accoglie gli ospiti con la stessa delicatezza di sempre; e, accanto a lei, lo stecco di caciocavallo in croccante panatura di corn flakes continua a divertire con questa forma così simile a un gelato pur non essendolo.
La vera novità è però il sushi di albese con caprino, servito in tre varianti: salsa di acciuga, miele o ‘nduja; potremmo definirlo un “triangolo delle tentazioni”. Una trilogia che mette d’accordo tutti: chi ama il sapido, chi ama il dolce e chi ama il piccante.

Tra i primi, il piatto che sta spopolando da qualche tempo è il Risotto Torino-Milano. Un risotto alla milanese che si concede un “tradimento” ben riuscito con i dischi di guanciale di fassona. Il risultato? Un piatto unico che fa felici anche gli indecisi (“primo o secondo?”).

In carta, immancabili sono i plin della tradizione, serviti con sugo d’arrosto come vuole la classicità piemontese, ma disponibili anche in versioni più “eretiche”: fonduta, tartufo o funghi. Scelta difficile, sì, ma la vita d’altronde è fatta di sfide.
Tra i secondi, la tagliata di torello resta una certezza assoluta, mentre fa il suo ingresso trionfale la braciola al sugo di nonna Ele: involtino di carne con prezzemolo, pecorino e guanciale, cotto a bassa temperatura in un sugo rosso che chiede – anzi, pretende – la scarpetta finale.

Gran finale con i dolci, su cui la brigata di cucina si è davvero divertita. Il nuovo tartufomisù, tartufo dal cuore morbido su crema di mascarpone fatta in casa, ad esempio. C’è poi il brownie dello Chalet, omaggio al passato del luogo, servito con crema artigianale, e una tarte tatin che profuma inesorabilmente di burro e mele caramellate. A questi si aggiungono i dessert “di sempre”, tra tradizione e innovazione.

A supportare tanta ricchezza arriva una carta dei vini ampliata, soprattutto sul fronte toscano e veneto. In particolare brilla una new entry: l’Alta Langa con etichetta “Maxelâ”, del produttore Colombo, un vino fresco vincitore dei Tre Calici.
E nel weekend? Il brunch di Maxelâ. Pancake, french toast, omelette, succhi freschi… Il tutto nel contesto unico del parco Valentino, avvolgente d’estate, magico d’inverno.
Maxelâ conferma così la propria filosofia: cucina di gran mano, idee fresche, un pizzico di ironia e tanto entusiasmo. Perché mangiare è un piacere, certo, ma farlo qui diventa un piccolo evento quotidiano.

MAXELÂ (EX CHALET)
Tel. 331.6769222

(foto FRANCO BORRELLI)
(Servizio publiredazionale)
