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Museo Egizio

Il web come vetrina sulla storia egizia

di LAURA SCIOLLA

Inverno 2021

È IL PIÙ ANTICO MUSEO DEL MONDO DEDICATO INTERAMENTE ALLA CIVILTÀ EGIZIA. È L’ORGOGLIO DI OGNI TORINESE. OGGI IL MUSEO EGIZIO SI APRE ULTERIORMENTE AL PUBBLICO CON IL DEBUTTO ONLINE DELL’ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO. UNA SCELTA IMPORTANTE IN OTTICA CONSERVATIVA MA ANCHE DIVULGATIVA

Dalla prima settimana di dicembre studiosi, appassionati, curiosi potranno “viaggiare” nella storia dell’egittologia attraverso la versione online dell’archivio storico fotografico del Museo Egizio. Un processo di digitalizzazione che inizia con 1500 immagini (relative ai primi decenni del ’900) e si completerà nel tempo andando a trasferire sul web tutte le 45mila fotografie dell’archivio fotografico. Raccontano questa impresa “faraonica” (e qui la metafora è perfetta, visto che fino a oggi si sono resi necessari tre anni di lavoro solo per la prima tranche di foto) Beppe Moiso e Tommaso Montonati, i due egittologi archivisti che si stanno occupando del progetto. «Nel 2004, l’archivio fotografico del Museo Egizio fu trasferito a Palazzo Chiablese, sotto l’egida della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio. Ma ci si è ben presto resi conto del legame imprescindibile che unisce la collezione alla parte fotografica dell’archivio museale. Nel 2018, su richiesta del direttore del nostro museo, Christian Greco, questo patrimonio è tornato “a casa”. Una grande soddisfazione a cui è subito seguito un quesito: come garantirne la conservazione e come aumentarne il valore? La risposta è stata la creazione di un archivio digitale», spiega il responsabile del progetto Beppe Moiso.

Scavi a Deri el-Medina, scoperta della tomba di Kha, trasferimento del corredo funerario verso l’accampamento. 1906

Necropoli settentrionale presso il sito di Gebelein. Scavo di una vasta tomba a pilastri non identificata, al centro è visibile la volta della cappella centrale parzialmente crollata, e la figura di Giovanni Marro, membro della Missione Archeologica Italiana guidata dal direttore del Museo, Giulio Farina. Scavi 1930.

Si tratta di un materiale di grande significato per l’attività del Museo: è infatti un modo per aggiungere conoscenza alla storia dell’antico Egitto e alle metodologie di studio che si sono succedute nel corso degli anni. Racconta Tommaso Montonati: «Fanno parte dell’archivio interessantissime immagini dell’Egitto dell’800. Si tratta di paesaggi immortalati dai primi fotografi professionisti che, con le loro enormi macchine fotografiche, si spostavano tra le diverse nazioni dando vita al concetto di reportage. Attraverso queste foto possiamo capire quale fosse, ad esempio, lo stato dei monumenti 200 anni fa. Poi abbiamo una serie di immagini scattate dallo staff del Museo stesso a partire dal ’900, preziose testimonianze delle missioni archeologiche guidate, prima, dall’allora direttore Ernesto Schiaparelli e, in seguito, da Giulio Farina. La parte più consistente è quella tra il 1903 e il 1935 (ed è anche la prima che andrà online, NDR). Ci sono anche migliaia di foto di oggetti ripresi all’interno del Museo, così come di scatti d’ambiente che raccontano quale sia stata l’evoluzione dei percorsi museali in questi ultimi cento anni. Per finire, le diapositive degli anni ’60/’70: a differenza delle prime fonti che sono arrivate a noi su lastre di vetro e in bianco e nero, queste ultime sono immagini a colori che ci accompagnano nella storia fino ai primi 2000. Ci sembrano periodi recenti ma tra qualche decennio ne apprezzeremo il valore storico in pari misura».

Scavi di Assiut, trasporto dei reperti verso il Nilo. 1906-1913

L’aspetto straordinario di questo lavoro, che ha richiesto grande cura nella manipolazione dei materiali (basti pensare alla delicatezza delle lastre di vetro) e grande impegno nella catalogazione di un quantitativo di tale entità, è che da oggi tutte le immagini saranno a disposizione del pubblico, senza alcun copyright e con la possibilità di scaricare le foto gratuitamente. Al momento è un caso unico in Italia di Creative Commons 0.

Scavo della tomba a mastaba del dignitario Iteti, a Giza. Sullo sfondo, le piramidi di Cheope e Chefren. Giza, 1903

Scavi a Qau el-Kebir, trasferimento delle casse contenenti i reperti sulle imbarcazioni dirette verso il Cairo. 1905

Direttamente dal sito del Museo si potrà quindi atterrare su una pagina dedicata all’archivio (archiviofotografico.museoegizio.it), dove si troveranno tutte le immagini catalogate innanzitutto per luogo e poi archiviate secondo criteri via via più specifici, con didascalie in italiano e in inglese che spiegano il significato che va oltre la mera immagine: di quale sito si sta parlando, l’anno di riferimento, il settore dello scavo. Una vera manna per gli studiosi ma anche per tutti gli appassionati di egittologia.

 

MUSEO EGIZIO

Indirizzo: Via Accademia delle Scienze, 6 – Torino

Sito: www.museoegizio.it / archiviofotografico.museoegizio.it

 

(Foto di FONDAZIONE MUSEO EGIZIO)