Terza edizione per il Salone del Vino di Torino, da sabato 1 marzo a lunedì 3 marzo. Noi ci siamo stati sia nel weekend che di lunedì (giornata dedicata a operatori del settore e stampa), e vi raccontiamo in questo articolo com’è andata.
Ma prima, un po’ di numeri. I dati ci parlano di un Salone ampio e coinvolgente, che ha visto circa 11.000 passaggi nei tre giorni (aspettiamo numeri ufficiali e definitivi), impegnati a esplorare l’offerta di 500 cantine e gli approfondimenti tematici di oltre 50 masterclass (tutte sold out l’1 e il 2). Il picco di presenze è stato sicuramente nel weekend, in particolare nella giornata di sabato, con i professionisti che lunedì sono stati qualche migliaio (clima quindi inevitabilmente più tranquillo), un po’ assente la stampa o comunque non troppo visibile…

I numeri dunque ci parlano di un Salone di successo, e i pareri dei produttori presenti confermano l’impressione: tante le seconde e terze volte, grandi sorrisi, ottima propensione a raccontare le proprie realtà. Tutti elementi sintomo di una sinergia tra cantine e Salone in costante crescita.
Nota a margine: il Salone OFF (iniziato ben prima del Salone) è ormai un piccolo cult, quest’anno veramente ricco di iniziative e spunti, ma forse gli dedicheremo un articolo a parte per parlarne…
Tornando al Salone del Vino, menzione obbligata va alle OGR: location approvata perché ampia, affascinante e funzionale a ospitare questa mole di stand, senza particolari imbarazzi di spazio. Forse poco segnalata la presenza di altre due sale decentrate verso zona Fucine, ma alla fine ci si arrivava lo stesso…

Approvato lo strumento del bracciale con i token per acquistare assaggi e bottiglie, nettamente più comodo dei gettoni, e intelligente l’idea di tenere in quasi ogni stand almeno un calice a un euro.
Considerazioni finali. A conti fatti anche questa terza edizione ci è piaciuta. Abbiamo sempre la sensazione che ci siano elementi potenzialmente da migliorare, ma nel complesso la sensazione e le vibes sono ottime. Le OGR, tema parcheggio a parte, sono sempre una splendida location, peraltro evocativa dell’anima evoluta di Torino, ideale palcoscenico di grandi e medi eventi di qualità. L’impressione è che ai produttori piaccia il Salone e continuino sempre più a sceglierlo come evento imperdibile dell’anno, un’ottima occasione per raccontarsi ad appassionati e professionisti.
Dove migliorare? Il Salone del futuro noi lo immaginiamo un po’ più internazionale, un luogo in cui mostrare le eccellenze vitivinicole del nostro territorio a una platea sempre più grande e curiosa, senza diventare generalisti o rinunciare a questa qualità, ma anzi divenendo ancora più meticolosi, originali, identitari. Nel frattempo ci accontentiamo di queste tre notevoli giornate… in attesa del prossimo brindisi!
