Venerdì 24 ottobre siamo stati nell’aula del Tempio della Mole Antonelliana per la presentazione del libro Mole: Il Tempio del Cinema, che celebra i primi 25 anni del Museo Nazionale del Cinema. Un progetto editoriale ambizioso, nato da un’idea del presidente Enzo Ghigo e del direttore Carlo Chatrian, realizzato con Allemandi editore e arricchito dai contributi di una squadra d’eccezione: da Giuseppe Culicchia a Dario Argento passando per l’architetto Gianfranco Gritella e lo storico alpinista Maurizio Puato, senza dimenticare la postfazione firmata nientemeno che da Martin Scorsese.
Cinema, architettura e identità culturale le colonne portanti del progetto, raccontato durante la conferenza stampa di presentazione che ha visto gli interventi delle istituzioni, tra cui Alberto Cirio, insieme a Ghigo e Chatrian.
«In questi venticinque anni il Museo è cresciuto e si è evoluto, diventando un punto di riferimento per il panorama culturale italiano e internazionale, oltre che per studiosi, studenti, turisti e appassionati. È accessibile, inclusivo e coinvolgente, aperto a tutti, capace di dialogare sia con il cinefilo, sia con chi si sta approcciando per la prima volta al meraviglioso mondo del cinema. Venticinque anni sono un traguardo importante. Stiamo lavorando al progetto del “nuovo” Museo, che prevede il rifacimento di alcune aree, nuovi sistemi di accoglienza e l’ampliamento degli spazi espositivi. E poi ancora ospiti, mostre, esposizioni temporanee e sinergie con importanti e prestigiosi enti culturali internazionali che riguardano non solo il Museo alla Mole ma anche il Cinema Massimo, la Cineteca, la Bibliomediateca, i depositi. Senza dimenticare il Lovers Film Festival, il Festival CinemAmbiente, il Torino Film Festival e il Torino Film Lab», sottolinea Enzo Ghigo.

«In un’epoca in cui le immagini in movimento hanno perso la loro sacralità, è fondamentale riflettere sulla necessità di un tempio dedicato al cinema, uno spazio che abbia la vocazione di preservare e celebrare i capolavori del passato senza perdere il rapporto con il presente. La Mole è oggi il frutto di una doppia, magnifica ossessione, il punto di incontro ideale e reale tra l’ambizione di Alessandro Antonelli e la visione di Maria Adriana Prolo», continua Chatrian.
Ma torniamo al volume: Il Tempio del Cinema è un bel viaggio di quasi 200 pagine riccamente illustrate, in un formato che evoca la verticalità della Mole. Particolarmente suggestivo l’inserto fotografico di Riccardo Ghilardi: oltre 60 immagini che vedono 40 artisti internazionali – da Scorsese a Willem Defoe, da Monica Bellucci a Tim Burton – omaggiare la storia del cinema negli spazi, talvolta inaccessibili al pubblico, della Mole.
Il progetto fotografico di Ghilardi non si ferma però alle pagine del libro: dal 12 novembre 2025 al 1° marzo 2026, una selezione delle sue immagini sarà protagonista di una mostra personale presso le Gallerie d’Italia, a cura di Domenico De Gaetano. Un’occasione imperdibile per immergersi in questo racconto visivo che connette cinema, architettura e le grandi personalità della settima arte.
Il Tempio del Cinema non è solo un libro, rappresenta quanto di meglio può nascere quando territorio, istituzioni e cultura si uniscono in una visione comune: un modello virtuoso di collaborazione che ha reso il Museo un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale e un simbolo in costante evoluzione.
