Giovedì 25 settembre, conferenza per raccontare il programma delle OGR 2025-26: le mostre, le ambizioni, le collaborazioni internazionali, le iniziative d’impresa, l’accompagnamento alle startup e, perfino, tanto altro. Dunque, ci si poteva aspettare una conferenza abbastanza lunga (e così è stato), ma queste due ore ci hanno dato la conferma di quanto le OGR siano oggi uno dei motori più significativi della nostra città, che ci collega al mondo e allo stesso tempo mostra una via evolutiva che parte dalle radici più profonde di Torino.
Chi ha condotto la conferenza? Il giornalista Francesco Oggiano, che inizia raccontando la storia del cambiamento delle OGR, dal 2013 all’apertura del 2017. Tutto è cambiato e nulla è cambiato. Oggi, invece dei treni, si costruiscono idee, confronti, piccole e grandi rivoluzioni, rivincite, cultura, innovazione, connessioni, prospettive… E tanto altro. Una centrale di futuro con un cuore grande che batte da secoli e un presente in costante movimento. Dai treni alle mostre, dal festival dei podcast di Chora e Will di questo weekend fino alla fondazione italiana per l’AI e agli OGR Talks… Il lungo programma passato e futuro delle OGR è forse la metafora più emblematica di cosa è oggi questo luogo. Un luogo cui le Istituzioni, di Regione e Comune, con Alberto Cirio in prima fila, hanno dedicato un doveroso ringraziamento, anticipando il resto degli interventi. Citiamo qualche highlights.
Partiamo con la presidente di Fondazione CRT, Anna Maria Poggi, che si concentra sull’esigenza di capire il futuro, i giovani, il territorio: «I luoghi e le idee si costruiscono capendo per chi e per cosa devono essere coltivati. Solo così riusciremo a tenere i talenti qui, a rendere Torino e il Piemonte luoghi in cui costruire e non da cui andarsene. Le OGR dovranno essere il motore dei cambiamenti positivi della città, lo specchio in cui guardarci per capire se la direzione presa è quella che immaginavamo. E cioè innovativa, inclusiva, culturalmente e imprenditorialmente stimolante. Non è un sogno, è il frutto di un ampio lavoro di squadra che ci riguarda tutti».

Anche Davide Canavesio, presidente delle OGR, parla proprio di direzione: «Per arrivare da qualche parte è fondamentale sapere da dove arrivi, lo hanno già detto in tanti, ma sottolineo che dobbiamo ricordarci cos’era questo posto per poter perseguire ciò che sarà. Le OGR saranno quello che ci auspichiamo, è una missione comune che porteremo avanti con tutte le menti, soprattutto giovani, che faranno parte di questo percorso. E parlo di giovani perché sono tanti, ce lo dicono i dati: dobbiamo costruire guardando i dati. Per questo nella presentazione che vi abbiamo consegnato abbiamo messo i numeri delle OGR. Lavoreremo così: dalle persone per le persone. L’innovazione non è questione per pochi, ma una cosa che riguarda tutti. Fin da bambini. Perché il futuro appartiene a ognuno di noi».
Segnaliamo inoltre la partnership con Mind the Bridge, piattaforma based in San Francisco, nuovo ponte con la Silicon Valley, e il progetto Officine d’Intelligenza, il primo forum nazionale sull’AI per l’Industria.
Tornando all’arte, il 31 ottobre inaugura alle OGR Electric Dreams, una mostra prodotta insieme alla Tate Modern di Londra che racconta la sfida delle nuove tecnologie a cavallo tra anni ’60 e ’70 (interessante che siano venuti da Londra i curatori a spiegarcela direttamente alle OGR, anche grazie a una formidabile traduzione in simultanea); e nello stesso giorno vede la luce anche la mostra We Felt a Star Dying, personale dell’artista Laure Prouvost co-prodotta con LAS Art Foundation di Berlino (presente dalla Germania Bettina Kames a raccontarcela).
A seguire carrellata di grandi nomi e appuntamenti da non perdere: C2C Festival a fine ottobre, The Zen Circus il 4 dicembre, Mika il 4 marzo 2026… E tanti altri che non stiamo a scrivere qua, e in generale per consultare lo sconfinato programma delle OGR vi consigliamo il loro sito ogrtorino.it. Insomma, ci sarà da divertirsi…
