La mattina del 13 giugno siamo stati all’Università di Torino – Scuola di Management ed Economia per la cerimonia d’inaugurazione della nuova edizione del Master D-ESG e responsabile d’impatto, e allo stesso tempo per la proclamazione dei diplomati della prima edizione. Il master infatti, fortemente voluto da Francesco Di Ciommo (presidente di FDC Consulting) e condotto egregiamente dalla docente Francesca Culasso, è stato un vero successo e non poteva che abbracciare una nuova, entusiasta edizione. L’appuntamento, particolarmente ricco di contenuti, ha voluto ribadire i cardini del master, rilanciandone le ambizioni anche grazie alle tante aziende presenti, coinvolte in un interessante talk. Ecco i nostri highlights.

In principio furono gli svariati saluti istituzionali, con Andrea Tronzano, assessore regionale al Bilancio, che ha ricordato Valter Cantino, citato l’elezione di Cristina Prandi (nuova e prima Rettrice dell’Università di Torino), ringraziato Francesco Di Ciommo per quanto fatto. «Lavoro e giovani, da qui passa il nostro futuro: dobbiamo lavorare per rendere questa direzione sempre più agevole e funzionale. Dobbiamo farlo a livello politico, di innovazione (non solo tecnologica ma anche umana), di connessione con le imprese. Questo master parla di tutte queste cose. La competitività delle nostre aziende e la qualità del lavoro dipenderanno dagli investimenti che sapremo mettere in campo, dalla capacità di credere in una cultura del lavoro evoluta». La vicesindaca Michela Favaro ha portato i saluti del sindaco Stefano Lo Russo, sottolineando l’importanza di proposte accademiche e di formazione di livello. Ma non sono mancati anche interventi video (particolarmente rilevanti): Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica; Alessandro Morelli, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri; la parlamentare europea Irene Tinagli. Importante vedere come le istituzioni, a ogni livello, guardino con particolare interesse a modelli di formazione evoluta, contemporanea e necessaria a interfacciarsi a una certa idea di futuro.

Dopo di loro, Paola De Vincentiis, direttrice del Dipartimento di Management “Valter Cantino”: «Ne approfitto per portare i saluti del Rettore Geuna. Questo master è in linea con un percorso che abbiamo iniziato anni fa, attraverso il quale vogliamo sempre più inserire insegnamenti evoluti nella nostra “offerta”. Credo che portare avanti collaborazioni di questo tipo, soprattutto con le imprese, sia il modo giusto di raggiungere i nostri obiettivi». E ovviamente Francesca Culasso che, prima di dare inizio alla cerimonia di proclamazione, ha voluto sottolineare l’attaccamento comune a questo progetto: «Crediamo fortemente in questo master, e lo possiamo fare grazie a chi, con Francesco Di Ciommo in testa, lo ha sostenuto fin dal primo momento. Per essere sostenibili bisogna innovare e per innovare bisogna essere sostenibili. È un orgoglio e un onore essere qui oggi per coronare il percorso di questi ragazzi. Questo master è la dimostrazione che possono esistere connessioni concrete tra università e mondo del lavoro, e che entrambe le parti possono arricchirsi a vicenda. Quando abbiamo scelto di utilizzare il termine responsabile d’impatto, avevamo già scelto una strada “diversa” che poi si è rivelata essere adeguata a dove volevamo arrivare. Il responsabile d’impatto è una figura nuova, figlia di tante competenze diverse, adeguata ad affrontare le complessità del mondo di oggi».
Dopo la proclamazione un video ha ripercorso un anno di emozioni e lavoro, attraverso le voci degli studenti e di chi l’ha sostenuto, con Francesco Di Ciommo in prima fila: «L’ESG è un vantaggio competitivo tangibile nel mercato di oggi e domani. Questa è un’evidenza. Le aziende oggi non parlano più solo di profitto, ma di profitto sostenibile. E chi sceglie un’azienda (partner, clienti, investitori…) oggi valuta anche la sostenibilità. Ce lo dicono i dati. Tutto questo ci parla di un grande cambiamento che dobbiamo affrontare, i cui driver sono competenze e tempo. L’innovazione corre sempre più veloce ed è nostro compito elaborarla. Peraltro sarà sempre più rapida e in un futuro prossimo ci troveremo a confrontarci con innovazioni praticamente settimanali. Non possiamo rincorrere il cambiamento, dobbiamo avere gli strumenti per renderlo funzionale ai nostri obiettivi. E come possiamo essere pronti? Misurandoci, rendicontando le nostre attività, certificandole. Lo chiedono le aziende, i governi, il mercato. E lo chiederanno sempre di più. L’ESG non è un vezzo, è una necessità per poter entrare in maniera pronta e consapevole nel futuro».

Le nuove generazioni, ma anche quelle addietro, oggi pongono la sostenibilità, a livello mondiale, come uno degli elementi che orienta acquisti e decisioni. Il mercato di domani è questo, e pensare di formare risorse non in grado di comprendere questo ecosistema è semplicemente controproducente. Ce lo hanno spiegato a piena voce le varie aziende (e i loro rappresentanti) che hanno partecipato all’anno accademico trascorso e al talk finale della giornata. Infatti, dopo l’intervento di Matteo Marnati (assessore della Regione Piemonte all’Ambiente, Intelligenza artificiale, Energia, Innovazione, Ricerca, Servizi digitali), hanno preso la parola: Riccardo Di Stefano, vicepresidente Confindustria Nazionale; Gabriele Sigismondi, country director Amazon Logistics Italy at Amazon (TBD); Marco Cenicola, consigliere Federmanager Gruppo Giovani; Stefania Sabatini, responsabile degli Affari Istituzionali & Governativi Oracle; Alessandro Battaglino di Barricalla SPA; Manuela Sanvido, vicepresidente A.I.R. Down Odv e membro Comitato di Gestione Coordinamento Nazionale CoorDown; con i saluti portati anche da Intesa Sanpaolo e la conduzione del giornalista-docente Alessio Postiglione.

Insomma, Francesco Di Ciommo, Francesca Culasso e tutta la squadra hanno dato vita un incontro denso e sfaccettato, che ha saputo alternare momenti di leciti festeggiamenti a riflessioni e confronti, rinnovando in ogni intervento l’impegno determinato a proseguire nella direzione scelta. Una direzione che ci parla di futuro, formazione dei più giovani, sostenibilità, inclusione, nuovi modelli di lavoro ed economia. Una direzione che non possiamo che augurarci ci conduca alla meta disegnata tutti insieme lungo questa mattinata.
