Giovedì 26 settembre siamo stati all’inaugurazione di Terra Madre 2024, a Parco Dora. Anzi, siamo arrivati in mattinata per goderci la conferenza stampa di presentazione. Una conferenza animata principalmente dagli interventi delle varie anime di Slow Food (compresa la presidente Barbara Nappini), da esponenti delle Istituzioni del territorio (un plauso al bel discorso del presidente Cirio) e dai ringraziamenti alla miriade di partner e sponsor. Perché? Perché Terra Madre, che con questa edizione compie 20 anni, è una manifestazione ormai globale, anzi internazionale, ampia, complessa, che attira aziende e curiosi da tutto il mondo. E senza budget ovviamente non si costruisce. Tornando a noi: ultimo intervento della conferenza firmato Carlin Petrini che, nonostante l’età, risulta ancora una delle voci più autorevoli e potenti che la platea abbia accolto; complimenti a lui.

Dalla conferenza siamo poi passati al tour vero e proprio di Terra Madre, con stand, food-truck e tutto il resto praticamente ultimati (forse non ancora prontissimi, ma il bello di queste mezze anteprime è proprio poter sbirciare ancora un po’ il dietro le quinte).
In tarda mattinata altro giro di speech, sotto al globo/mongolfiera, in italiano, inglese e spagnolo: un bel momento di dialogo cosmopolita, coesione e incontro per chi vive Slow Food e le sue idee 365 giorni all’anno (e a ogni latitudine). Anche qui grande mattatore Carlin Petrini, che ha ribadito alcuni concetti della conferenza, ampliati però con una forza e una determinazione che ci hanno colpito. È bello vedere un uomo, le sue idee, la sua lotta.
Concetto particolarmente interessante: nonostante i problemi, la pandemia, le multinazionali e tutto il resto, Terra Madre vive come una grande rete fatta di persone, storie e ideali che non si è mai disunita o lacerata. Dritta verso la propria direzione, e coerente con la propria narrazione. E le persone qui presenti, da ogni parte del mondo, con gli occhi lucidi e lo sguardo fiero, ne sono ideali ambasciatori.

Dopo questo momento, lunghetto ma toccante, ci siamo addentrati sul serio nel dedalo di stand ed espositori. Abbiamo visto lo spazio della Regione Piemonte (finalmente bello grande come dovrebbe essere), i tanti stand regionali, i laboratori sensoriali, l’Orto, il padiglione internazionale, le sale di degustazione vini/birre, i truck con il cibo sempre più belli e curati.
Fanghiglia a parte è super stimolante girare Terra Madre, e sono le persone che fanno la differenza. Siamo finiti a comprare passatelli, assaggiare birre di Cuneo, gustare takoyaki giapponesi, discutere di lampredotti, mangiare pane (chiamalo pane) e a farci raccontare di una “Nutella” senza zucchero inventata dall’azienda agricola Terra del Roero di Baldissero d’Alba (peraltro buonissima).
Tutto questo in un paio di ore… Ma abbiamo solamente visto la punta dell’iceberg, perché c’è veramente tanta roba, e il bello di Terra Madre pare proprio questo: perdersi tra assaggi, stand e racconti. Mettetevi il cuore in pace, ci sono 900 eventi in programma e 700 produttori da 120 paesi del mondo: finirete per forza a mettere mano al portafoglio…
Chiaramente la grande folla è attesa per domani e soprattutto per il weekend, ma non fatevi scoraggiare: Terra Madre 2024 ha i suoi difetti, ma ha anche tantissimo da offrire, quindi non perdetevi questo bell’appuntamento. Avete tempo fino a lunedì 30.
