«Sapete come si cerchi di arrivare alla perfezione almeno nell’arte, perché, è talmente difficile nella vita». Che bella frase. La dice Alwy Singer (Woody Allen) ad Annie Hall (Diane Keaton) in Io e Annie, film cult di Allen del 1977. Noi la riportiamo per omaggiare Diane Keaton, diva, divina, unica, mancata proprio in questo ottobre, e perché l’altro giorno stavamo parlando proprio della ricerca della perfezione.

Facciamo un passo indietro. A metà ottobre siamo stati a esplorare il mondo del ristorante Mille, in via dei Mille 18 a Torino, una realtà che ha recentemente compiuto otto anni, e che (paradossalmente) è forse più conosciuta dai turisti che dai torinesi. Ed è un (mezzo) peccato. Anzitutto perché si tratta di un ristorante di valore, elegante, ma caldo, gestito con ottima mano da una chef brillante, e poi perché si porta appresso una bella storia.

Una storia che ci parla di Luca Mogliotti, imprenditore da sempre nel settore dell’accoglienza e della ristorazione, con diverse attività di successo portate avanti ad Asti e dintorni; e di Roberta Nascimben, chef di hotel e relais, fortemente vocata alla custodia della tradizione culinaria piemontese, ma allo stesso tempo con una pulizia e un estro non banali. Luca e Roberta si incontrano lavorativamente la prima volta 20 anni fa, proprio ad Asti, collaborano, si perdono di vista e si ritrovano prima nell’Alessandrino, poi nuovamente ad Asti. Funzionano, anzi brillano: Luca è il timoniere, Roberta l’autorità in cucina.
Dunque, nel 2017, l’opportunità di aprire un nuovo ristorante a Torino: «Ci piaceva l’idea di affrontare una sfida del genere in una città grande e importante – ci spiega Luca – E a me interessava anche dare a Roberta un locale in cui poter esprimere tutta la sua abilità e l’ampio bagaglio di esperienze che le appartiene». Il risultato, dopo otto anni, è un ristorante attentissimo al dettaglio, tendente a quella perfezione di cui sopra, già sulla mappa di parecchi turisti (mentre noi eravamo lì, sono state diverse le prenotazioni in inglese), che riesce con naturalezza a mixare tradizione e guizzo gastronomico; coniugando ricette tipiche piemontesi, opzioni di cucina di mare, proposte vegetali.
I piatti della chef ne esplicano le intenzioni, rimarcando un’identità gastronomica che contrappone bene eleganza e sostanza. Menzione d’onore in questo senso va sicuramente al bollito misto, di norma piatto antiestetico e, diciamocelo, un po’ “ruvido”, qui invece proposto in una nuance decisamente accattivante, quasi estetica. Insomma, sembra uscito da un quadro di Kandinskij, e contemporaneamente da una bella osteria di Carrù, di quelle che raccontano il Piemonte al mondo.

E a proposito di “mondo”, da segnare tra gli appunti figurano sicuramente le proposte di mare di chef Roberta, belle e concrete. Così come la dolce coccola al cioccolato che ci siamo regalati per il fine pasto.

Dunque, tiriamo un po’ le somme di questo valzer gastronomico. Il ristorante Mille è uno di quegli indirizzi che potreste non avere in agenda, ma che vi consigliamo vivamente di aggiungere. La cucina di Roberta Nascimben riesce nel non facile compito di raccontare i piatti cult della nostra tradizione (finanziera inclusa), con delicatezza e autenticità, addizionando il proprio menu con qualche incursione di gusto dalla cucina di mare e non solo.

Certo, la perfezione è difficile nella vita, ma nell’arte e in cucina è (forse) un po’ più raggiungibile… E qua da Mille ci girano bene attorno.
RISTORANTE MILLE
Tel. 011.19760596

(Foto di FRANCO BORRELLI)
(Servizio publiredazionale)
