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Chiaro come il sole

di Andrea dalla Chiara

Crisi e Controllo di Gestione

Torino, Estate 2023

Chi segue questa rubrica saprà che il tema della cultura aziendale è ai primi posti tra le mie priorità divulgative. Cultura aziendale è certamente conoscenza delle norme, delle regole scritte e non, ma anche conoscenza della storia e del periodo in cui si vive. I tempi cambiano, i temi evolvono e anche la cultura aziendale deve essere in qualche misura adeguata al presente. In questo senso oggi esistono strumenti capaci di leggere meglio gli scenari generali, macroeconomici, ma anche di gestire al meglio ciò che riguarda la propria azienda. E non parliamo ancora di mirabolanti soluzioni di intelligenza artificiale, ma più prosaicamente di competenze teoriche e pratiche sperimentate sul campo, senza particolari algoritmi. Sapete bene quanto io solitamente insista sulla necessità che ogni impresa abbia un sano e qualificato Controllo di Gestione; è una questione che molto spesso riguarda l’impresa, ma ancor più sovente riguarda l’imprenditore, ovvero l’approccio che questo ha all’idea di un forte controllo sulle dinamiche economiche e finanziarie della propria attività. Cultura aziendale è anche questo: far passare il concetto che un buon Controllo di Gestione è la condizione ideale dell’azienda in periodi complicati, ma anche e soprattutto un eccezionale strumento di controllo per anticipare o gestire i periodi meno buoni.

La crisi va letta come una circostanza a cui dare delle risposte

Oggi in particolare il Controllo di Gestione si associa vieppiù a un tema di grande attualità, ovvero quello della Crisi d’Impresa. “Crisi” è da sempre una parola che suona male, tende a creare ansia, in qualche caso panico; è un termine che spaventa. Non è pensabile però che un’attività economica che vive nello spazio e nel tempo, non possa mai conoscere crisi; che sia temporanea, legata a mutamenti imprevisti di condizioni, ad aumenti di costi dell’energia, delle materie prime… O altro. Ecco, la crisi, a prescindere dalle sue motivazioni, va letta come una circostanza a cui dare delle risposte, e non da gestire sotto la pressione della paura. Per questo essere consci della propria situazione momento per momento, conoscere bene il proprio livello di debolezza o solidità, capire se il fatturato è un dato utile o se sarebbe meglio guardare alla cassa… Diventano tutti strumenti, se non per anticipare, almeno per gestire una situazione di crisi. Ancora una volta torna quindi fondamentale la conoscenza di tutti i dati che compongono il conto economico dell’azienda, i flussi, il grado di solvibilità della propria clientela, l’affidabilità dei propri fornitori. Che sia una mansione gestita internamente o che sia un incarico affidato a un controller esterno, a un revisore, a uno studio specializzato, il Controllo di Gestione diventa la cartina di tornasole dell’impresa, la prova decisiva di chi siamo, come stiamo, come saremo in grado di affrontare le crisi dirette o indirette che inevitabilmente affronteremo. L’imprenditore moderno deve capire che non può essere eterno e ovunque, contemporaneamente inventore, gestore, promotore e controllore. Affidare a soggetti specializzati il Controllo di Gestione significa non soltanto essere in controllo giorno per giorno della propria impresa, ma anche saper cogliere le criticità, per muoversi (se necessario) più rapidamente verso cambiamenti e adeguamenti. Il mondo corre veloce e non aspetta nessuno: occorre non farsi cogliere impreparati; questo è il frutto migliore di una vera cultura aziendale.