Si è conclusa la 29° edizione di Torino Comics, domenica 13 aprile, in quel di Lingotto Fiere. L’evento, organizzato da GL events Italia, ha frantumato vari record, confermandosi come uno degli appuntamenti clou di questo mondo. Sono stati 70.000 i visitatori che si sono riversati nel Torino Comics più grande di sempre con cinquantamila metri quadrati di esposizioni, giochi, simulatori… che hanno ospitato incontri, talk, sfide, spettacoli mozzafiato.

Parola d’ordine: coinvolgimento. Infatti il bello del Torino Comics, soprattutto quest’anno, è che si vive moltissimo, non si osserva solamente, e questo dona tutto un altro sapore alla fiera.
Grande coinvolgimento per lo spettacolo Vegeta è morto (e l’ho ucciso io), sold-out, con protagonista Gianluca Iacono, storica voce italiana del celebre personaggio di Dragon Ball; altro tutto esaurito per il concerto di Giorgio Vanni, un viaggio tra le sigle degli anni ’90 e 2000; senza dimenticare tutto il fermento per la prima edizione della K-Pop League Italia e per le oltre 100 postazioni free-play dell’area videogame allestita insieme a Lega Esport.

Questi sono stati solo alcuni dei momenti clou della tre giorni a Lingotto Fiere, impossibile citarli tutti, e forse è questo il bello della fiera; menzione obbligata va però alla tappa italiana dell’International Cosplay League, che porterà i vincitori (Diego Capuozzo per il singolo, Letizia Furlini e Walter Rocca per le coppie) a sfidarsi nelle fasi internazionali.
Insomma, questo Torino Comics 2025 non è stato “solo” grandissimo, ma realmente divertente e soprattutto appassionante, anche grazie all’ambizione di un team di organizzatori che lo immaginano sempre più importante e bello: «Siamo soddisfatti, la manifestazione è cresciuta ancora, diventando sempre più punto di riferimento per chi ama la cultura pop in tutte le sue forme – spiega Gábor Ganczer, AD di GL events Italia – Siamo orgogliosi di aver costruito un evento capace di parlare a generazioni diverse, valorizzando la partecipazione, l’inclusione e la creatività». Che dire? Alla prossima edizione!
