La mattina di lunedì 9 giugno, 87 aziende torinesi, con il coinvolgimento diretto di 16.000 lavoratori, insieme a Unione Industriali, hanno sottoscritto un patto per il cambiamento: la Carta per le Pari Opportunità e l’Uguaglianza sul Lavoro.
Di cosa si tratta? Di una dichiarazione d’intenti che porta nella realtà produttiva locale i principi contenuti nelle Diversity Charters della Commissione Europea, promossi in Italia da Fondazione Sodalitas per diffondere il valore della parità di genere e dell’inclusione nella cultura aziendale e nelle politiche di gestione delle risorse umane.

Lanciata nel nostro Paese nel 2009, sulla scia delle iniziative francesi e tedesche, la Italian Diversity Charter è una presa di posizione chiara, libera e volontaria da parte delle imprese, piccole o grandi che siano. L’obiettivo? Promuovere pari diritti, inclusione e rispetto come elementi centrali dell’organizzazione aziendale in cui quindi vengano eliminate barriere, discriminazioni o pregiudizi, e dove il talento possa esprimersi pienamente in tutte le sue forme. Il documento invita a rimuovere ogni ostacolo legato a genere, età, orientamento sessuale, disabilità, etnia, fede religiosa o ideologie, e a valorizzare le differenze come risorsa per la competitività, la crescita e la giustizia sociale, costruendo ambienti di lavoro in cui le persone possano essere valutate solo per competenze, esperienza e potenziale
«Sottoscrivere questo accordo – sottolinea il presidente di Unione Industriali Torino, Marco Gay – è per noi la concreta manifestazione di una visione etica del ruolo dell’impresa che riflette i valori fondanti della nostra associazione e il senso di responsabilità che avvertiamo nei confronti della comunità. La partecipazione di un così alto numero di imprese evidenzia la diffusa e condivisa concezione del lavoro come spazio di realizzazione personale e sociale, in cui ogni individuo dev’essere messo nella condizione di esprimere al meglio le proprie potenzialità. È l’assunzione di un impegno nei confronti della persona e della sua dignità, ma anche un investimento per il futuro: costruire luoghi di lavoro più equi significa contribuire attivamente alla realizzazione di una società più coesa e sostenibile».

La firma non è solo simbolica. Le aziende firmatarie – tra cui anche Mediapress, il gruppo editoriale di cui fa parte Torino Magazine – si impegnano ad attuare una serie di azioni operative:
- adottare politiche inclusive che coinvolgano ogni livello dell’organizzazione;
- assegnare responsabilità specifiche in materia di pari opportunità;
- superare gli stereotipi di genere attraverso formazione, informazione e percorsi di carriera equi;
- integrare la parità di trattamento nei processi di selezione, sviluppo e valorizzazione delle risorse;
- monitorare e valutare l’efficacia delle buone pratiche implementate;
- promuovere la conciliazione vita-lavoro, anche attraverso strumenti flessibili, convenzioni territoriali e formazione al rientro da congedi;
- comunicare internamente ed esternamente l’impegno assunto, condividendo progetti, risultati e obiettivi.
Con oltre 900 imprese italiane aderenti, in rappresentanza di circa 700.000 lavoratori, la Carta si sta affermando come uno strumento strategico di responsabilità sociale e sostenibilità in ottica ESG (Environmental, Social, Governance), assolvendo alla funzione di guida operativa verso politiche organizzative più eque e inclusive. Sottoscriverla significa posizionarsi in modo chiaro: scegliere un approccio che genera innovazione, migliora il clima aziendale, rafforza la reputazione e rende l’impresa più attrattiva per i talenti e gli stakeholder.
Un gesto che parla di futuro, di valori e di visione, e che conferma come l’impresa possa essere motore di cambiamento non solo economico, ma anche culturale e sociale.
