Il nome completo è Destinations for All – World Summit on Accessible Tourism e, dopo le edizioni di Montréal e Bruxelles, la manifestazione più importante del mondo sul turismo accessibile, ha scelto Torino. In particolare il Centro Congressi del Lingotto, dal 5 al 7 ottobre. Noi ci siamo stati oggi (lunedì 6 ottobre) e vi raccontiamo com’è andata.
Anche se ufficialmente il Summit è iniziato domenica, la grande inaugurazione era fissata per lunedì mattina, e noi non potevamo mancare. Al Lingotto, in una Sala 500 gremita, Marcella Gaspardone di Turismo Torino e Provincia ha condotto un brillante talk di apertura, ovviamente tradotto simultaneamente in italiano, inglese e nella Lingua dei Segni (che non è universale quindi anche qua sia in italiano che in inglese). La prima parola è stata quella di Maurizio Montagnese (presidente ISiTT – Istituto Italiano per il Turismo per Tutti, copresidente del World Summit on Accessible Tourism e presidente della CPD). A seguire Alessandra Locatelli, Ministro italiano per le Disabilità, la Ministra al Turismo Michela Santanchè, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore regionale al Turismo Paolo Bongioanni, la vicesindaca Michela Favaro in rappresentanza del Comune di Torino, Zoritsa Urosevic (executive director UN Tourism) e Simon April, copresidente di questa terza edizione del World Summit on Accessible Tourism.

Tanti i temi trattati e i numeri sviscerati, soprattutto quelli utili a capire che un turismo accessibile è sì una responsabilità etica, ma anche un’opportunità economica e un investimento per quei Paesi che hanno dimostrato di saperlo valorizzare. Ci è particolarmente piaciuta la determinazione con cui i vari relatori hanno cercato di portare sul palco argomenti concreti e case history funzionali a capire stato dell’arte e direzioni possibili del settore, senza troppe retoriche più o meno utili, in linea con la praticità dell’intero Summit. Al centro un concetto fondamentale: superare l’idea di distinzione tra un turismo A e uno B. Il turismo deve essere accessibile e fruibile a prescindere, per tutti. Scherzano Cirio e Montagnese dicendo che il giorno da raggiungere sarà quello in cui non ci sarà più bisogno di una CPD, però è un po’ così, anche se sappiamo benissimo che nonostante i risultati raggiunti (piccoli o grandi) sarà indispensabile continuare a lavorare e a confrontarsi perché il miglioramento è uno stile di azione, non un traguardo.

E questo terzo World Summit on Accessible Tourism segue proprio tale principio: le sale del Centro Congressi animate tutto il giorno da incontri e conferenze decisamente operativi (definiti infatti work) e in mezzo un percorso di stand che raccontano storie e iniziative da ogni parte del mondo che hanno implementato ognuna a proprio modo un turismo più accessibile, dalle piccole realtà ai grandi player internazionali. Noi abbiamo visto il comparto dedicato all’accessibilità di Alpitour World, le nuove tecnologie di tifloactiva per esplorare luoghi e opere con un’accessibilità pressoché totale, la case history tedesca di un nuovo modello di turismo accessibile nazionale, il progetto di Diaverum d. HOLIDAY per viaggiare in tutto il mondo proseguendo il proprio percorso di dialisi… e tante altre storie. Compreso un talk in Sala Madrid sulle capitali europee del turismo smart con focus sull’accessibilità in cui si è trattato anche di Torino Capital of Smart Tourism in Europa, insieme agli altri casi virtuosi di Benindorm, Breda e Venezia.

Insomma, sinceramente il format di questo World Summit on Accessible Tourism ci ha stupito. Tutta questa energia ci ha decisamente convinto e, passando in rassegna i vari progetti incontrati, la suggestione è stata spesso simile: «Dobbiamo parlarne!». Esatto, dobbiamo proprio parlare di turismo accessibile, dobbiamo parlare degli strumenti necessari a un turismo evoluto, delle persone che hanno intrapreso progetti incredibili, della necessità di tavoli di confronto operativi e qualificati come questo Summit. Dobbiamo parlarne ora e non smettere più di farlo. È un dialogo che riguarda il mondo, ma che oggi (ed è un privilegio) abbiamo potuto osservare qui a Torino. E poi ci hanno regalato la mascotte peluche dell’edizione: Cipidillo.
