Nel cuore di Torino, incastonato nella straordinaria architettura della Mole Antonelliana, il Museo Nazionale del Cinema il 20 luglio 2025 celebra un traguardo importante: 25 anni. 25 anni da quando si è deciso di usufruire di una struttura così maestosa e particolare come la Mole per realizzare il più importante museo d’Italia dedicato al cinema. 25 anni da quando il simbolo di Torino è diventato anche simbolo di quel legame che la città ha da sempre con la settima arte. 25 anni di crescita di una realtà ambiziosa ormai capace di realizzare visioni audaci, un’istituzione che non si limita a sognare in grande, ma crea sul serio.
Questo è adesso, ma la storia di questa istituzione affonda le radici molto più lontano di 25 anni fa, nel 1941, quando la storica e archivista Maria Adriana Prolo diede avvio a una collezione destinata a diventare il cuore pulsante di una delle più grandi raccolte cinematografiche d’Europa.
Ufficialmente inaugurato nel 1958 presso Palazzo Chiablese, il museo subì una lunga chiusura negli anni Ottanta, per poi rinascere nel 2000 nella sua attuale sede. È da lì, da quel 20 luglio di un quarto di secolo fa, che il Museo del Cinema ha cominciato un’escalation di crescita culturale, numerica e simbolica, che ne ha fatto uno dei luoghi più visitati e iconici della scena museale italiana e internazionale.
L’intuizione vincente fu quella di sfruttare la verticalità della Mole Antonelliana per un allestimento scenografico e inedito, firmato dallo svizzero François Confino. Ogni piano venne trasformato in un viaggio immersivo nella storia del cinema: dai primi esperimenti ottici alle pellicole digitali, dalle lanterne magiche ai capolavori hollywoodiani, ogni angolo della Mole narrava, e ancora oggi narra, l’evoluzione della settima arte.
In 25 anni, il museo è cresciuto, si è ampliato, ospitando oltre due milioni di pezzi, tra manifesti, cineprese, costumi, pellicole, foto di scena e materiali d’archivio. Fun fact: la sua bibliomediateca Mario Gromo è una delle più importanti in Italia nel campo cinematografico, punto di riferimento per studenti, studiosi e professionisti.
Il successo del museo non è un fatto casuale, ma deriva anche dalla visione e lungimiranza di coloro che lo hanno guidato nel corso degli ultimi decenni. Il critico cinematografico Alberto Barbera, oggi direttore della Mostra del Cinema di Venezia, ha dato impulso all’internazionalizzazione della struttura durante la sua direzione dal 2004 al 2011. Successivamente, sotto la presidenza dell’artista Ugo Nespolo, il museo ha saputo dialogare con l’arte contemporanea, arricchendo il proprio linguaggio visivo. Oggi, con Enzo Ghigo alla presidenza e Carlo Chatrian alla direzione, il museo guarda con rinnovata ambizione al futuro, mescolando memoria, attualità e nuove forme narrative.
Il 2024 ha segnato un anno da record, con oltre 818.000 visitatori, confermando il Museo del Cinema tra i più amati d’Italia. Un risultato figlio di una programmazione culturale attenta, inclusiva e di respiro globale. Negli anni, la Mole ha ospitato grandi mostre dedicate a icone del cinema mondiale: da Sergio Leone a Stanley Kubrick, da Tim Burton a Martin Scorsese, fino alle recenti esposizioni su serialità, cultura pop e fotografia cinematografica. Senza contare la mostra-evento dedicata al genio visionario di James Cameron, autore di kolossal come Titanic e Avatar, a testimonianza del prestigio e della rete di relazioni internazionali che il museo ha saputo costruire.
Le celebrazioni per questa domenica 20 luglio, con ingresso simbolico a 1 euro e una programmazione speciale, saranno l’occasione per festeggiare non solo un anniversario, ma una storia italiana di successo e visione.
Oggi, a 25 anni, il Museo Nazionale del Cinema non è più solo un contenitore di memoria, ma un attore attivo nella produzione culturale, educativa e curatoriale della città e del Paese. Celebra il passato, interpreta il presente, prepara il futuro.
