Un parco che un tempo era acciaieria, tredici edizioni alle spalle e, per la prima volta, un piede fuori dall’Europa. Il Kappa FuturFestival torna al Parco Dora dal 3 al 5 luglio 2026 con i biglietti ormai quasi esauriti, un pubblico atteso da 151 nazioni diverse e una novità davvero interessante: il festival sbarca in Messico. Nel frattempo, però, Torino si gode un primato: secondo DJ Mag il KFF è il sesto miglior festival al mondo, unico italiano ai piani alti di una classifica in cui convive con Coachella e Glastonbury.
Durante la mattinata di questo primo giorno di luglio, abbiamo partecipato alla Demo Tour organizzata per raccontare in anteprima questa prossima edizione del Kappa a due giorni dallo start. Con noi il co-fondatore del festival, Maurizio Vitale che ci ha accompagnati in un Parco Dora in allestimento e ci ha anticipato e raccontato cosa aspettarci da questa 13esima edizione.

Sul programma, come da tradizione, si punta sulla varietà, oltre 130 artisti distribuiti su sei palchi: il Futur Stage per gli headliner, tra le colonne del parco; il Solar Stage votato alla techno; e poi Voyager, Kosmo, Nova e il Lab Stage, tra live, arti visive e sperimentazione pura. A monte c’è la solida convinzione di rinnovare ogni anno buona parte della line-up e chiedere ai grandi nomi non il “solito” set da tournée, ma qualcosa costruito apposta per il Parco Dora e il suo festival.
Tra gli artisti più attesi l’italiano Enrico Sangiuliano, oggi tra i produttori techno più influenti in circolazione, Peggy Gou, icona coreano-tedesca che tiene insieme house, techno e pop. Non mancano Solomun, con un lungo Extended Set, Charlotte de Witte, Seth Troxler, Disclosure in dj set, Richie Hawtin, Amelie Lens, il ritorno di Sven Väth e la leggenda della trance Armin van Buuren, primo artista ad aver conquistato per cinque volte la vetta della DJ Mag Top 100 Djs.

Il bello, però, sono gli incroci inediti, molti presentati proprio al Kappa di Torino in anteprima:
- Four Tet b2b Skrillex, l’incontro più chiacchierato: il minimalismo del britannico contro l’energia della superstar americana;
- Diplo b2b Busy P b2b Tatyana Jane, che mescola l’eredità della Ed Banger parigina e le nuove sensibilità club europee;
- Floating Points b2b Palms Trax, a metà tra ricerca sonora e dancefloor;
- Alignment b2b Fatima Hajji, pura potenza techno;
- Jane Fitz b2b Rhadoo, ipnosi e tecnica;
- Jamie Jones b2b Joseph Capriati b2b Seth Troxler e il live improvvisato di STOOR (con Speedy J), oltre alla performance audiovisiva di Max Cooper.
Spazio, come sempre, alle nuove voci e a una presenza femminile e internazionale sempre più solida: le italiane Fiorella, Serafina e Viviana Casanova, Mia Koden, che intreccia bass music e radici africane, e Xiaolin, prima dj, producer e polistrumentista cinese a salire sul palco del festival.
Da anni il FuturFestival si racconta come una piccola città temporanea, e la definizione non è soltanto un’etichetta. Il nome guarda al Futurismo, corrente di casa a Torino, e l’edizione 2026 dà molto spazio all’arte contemporanea: sul Kosmo Stage l’installazione luminosa Dance First Think Later di Marinella Senatore, la performance di Cory Arcangel al Lab Stage (a cura di Giovanni Carmine), i totem LED del francese Roman Lefebvre che si accendono durante il set di Maceo Plex e, sui vari palchi, gli scatti di Razza Umana, il progetto fotografico di Oliviero Toscani.
La grande novità gastronomica dell’anno è la Taverna Futurista, il primo progetto di fine dining interno al festival: sei diverse interpretazioni della cucina italiana che si alternano nei tre giorni, con una brigata d’autore guidata da Enrico Crippa e composta da Francesco Brutto, Davide Di Fabio, Tiziana Francoforte e Dennis Panzeri. A fare da cornice, molte etichette piemontesi, da Ceretto a Prunotto ad Alta Langa. Intorno, la solita “città” gastronomica: street food internazionale, proposte plant-based, sushi, pizza e cocktail bar, con una selezione più ricercata riservata all’area VIP.

Il festival non si limita però ai confini del Parco Dora: opening party, warm-up e after party curati insieme a club, collettivi e promoter della città accompagnano il pubblico ben oltre gli orari ufficiali. Il calendario completo è sul sito del festival, così come la vastissima line up.
La vera svolta del 2026, però, è geografica. Per la prima volta il marchio esce dall’Europa: il 13 e 14 novembre 2026 debutta FuturFestival Mexico, al Parque Fundidora di Monterrey. La scelta non è casuale: come il Parco Dora, anche il Fundidora (coincidenza che ci fa sorridere, perfino il ristorante interno si chiama Lingote) è una vecchia acciaieria riconvertita a parco. Monterrey, del resto, è una città dall’anima operaia con le colline verdi alle spalle: una specie di Torino messicana. È il primo passo di un progetto dichiaratamente globale: portare, o meglio, esportare il modello del Parco Dora in giro per il mondo, un continente alla volta.
