In finlandese primavera si dice kevät. Questa è la mia terza kevät a Torino, da quando sono direttrice della Fondazione europea della formazione. Ogni anno mi colpisce l’energia con cui la città rinasce: la collina si accende di verde, i parchi si riempiono di vita, le fioriture illuminano il lungofiume. L’ho notato a fine febbraio, durante una corsa mattutina lungo il Po, quando ho visto il primo ciliegio in fiore.
Non nascondo di provare, a volte, una certa dissonanza: osservare la meraviglia del qui e ora mentre mi informo sull’autunno della geopolitica internazionale: guerre, instabilità economica, diritti umani calpestati. L’urgenza della difesa, dell’indipendenza, della protezione della democrazia riflettono un mondo fragile e complesso. Eppure, anche in questo contesto, la primavera deve trovare il suo spazio.
Proteggersi non significa chiudersi. Significa rafforzare le fondamenta: investire nelle persone, nella coesione sociale, nella capacità di adattarsi alle trasformazioni tecnologiche e del lavoro. Come ha ricordato la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Roxana Mînzatu, non conta solo ciò che impariamo, ma come impariamo, come ci adattiamo, come sviluppiamo pensiero critico. Un modo nuovo di stare nella società, vivendo una primavera delle competenze. O forse dovrei dire: una primavera del come.
Il percorso è tracciato dall’iniziativa europea “Unione delle competenze”. Si parte dalle basi: lettura, matematica, scienze, digitale, educazione civica. Si sostengono gli insegnanti. Si affrontano le disuguaglianze in modo sistemico, collegando scuola, lavoro e territorio.
Come istituzione europea che lavora per lo sviluppo del capitale umano – nel mondo e a partire da Torino – lavoriamo ogni giorno in linea con questo approccio. In questa primavera 2026 rafforzeremo la collaborazione con l’Università di Torino per sostenere il dialogo tra ricerca e politiche europee. Consolideremo la sinergia con il Politecnico di Torino, anche nell’ambito della Biennale Tecnologia.
Anche con l’aiuto del mio consigliere speciale Massimo Gaudina, già rappresentante della Commissione europea nel Nord Italia, e con tutto lo staff dell’ETF, vogliamo rafforzare il nostro ruolo di ponte tra Torino, l’Europa e il mondo, e accoglieremo anche una delegazione dal Libano, con un focus su transizione scuola-lavoro e orientamento.
Il 9 maggio, anniversario della Dichiarazione Schuman, celebreremo la Giornata dell’Europa, non come formalità, ma come promemoria: la qualità del nostro futuro dipende anche dalla qualità dell’istruzione e dalla possibilità di formarsi lungo tutto l’arco della vita.
La primavera delle competenze non è un’immagine retorica. È lavoro concreto e quotidiano. Da Torino e per Torino, insieme all’Europa.
