Innovare, oggi, in sanità non significa solo poter disporre dell’ultima tecnologia sul mercato. Significa interpretare un cambiamento sociale profondo e organizzare risposte adeguate, sostenibili e di qualità. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche, le aspettative sempre più elevate dei pazienti stanno ridefinendo tutto il mondo sanitario, oculistica compresa. In Italia si stima, ad esempio, che entro il 2030 si arriverà a un milione di interventi di cataratta l’anno.

Ma il dato quantitativo racconta solo una parte della realtà. «Oggi vediamo sempre più pazienti ultra novantenni che desiderano continuare a guidare, leggere, essere indipendenti – spiega il dottor Fausto Raveggi, direttore dell’U.O. di Oculistica dell’Ospedale Koelliker di Torino, specialista in oftalmologia con vasta esperienza in chirurgia vitreoretinica, cataratta e glaucoma – Le aspettative di recupero visivo sono molto alte. Non basta più “togliere la cataratta” – al Koelliker di Torino si eseguono circa 3.300 interventi di cataratta all’anno, ndr – dobbiamo valutare attentamente la cornea, il cristallino, la retina, eventuali deficit da glaucoma. Nulla può essere lasciato al caso».
Per rispondere a questa complessità serve un percorso diagnostico strutturato. Dall’introduzione dei primi OCT nei primi anni Duemila – che hanno rivoluzionato lo studio della macula – fino ai macchinari attuali capaci di eseguire esami approfonditi anche senza dilatazione pupillare, la diagnostica è diventata il cuore del processo decisionale.

Al Koelliker questo approccio si traduce nella combinazione di strumentazione all’avanguardia con organizzazione e competenze: 15 oculisti, di cui 7 chirurghi, affiancati da una decina di ortottisti dedicati alla fase diagnostica. I percorsi sono stati ripensati per velocizzare i tempi e massimizzare l’efficienza, senza ridurre l’accuratezza clinica.
«La tecnologia è fondamentale – sottolinea Raveggi – ma deve essere inserita in un percorso studiato che da una parte supporti le scelte pre, intra e post operatorie, dall’altra favorisca l’experience del paziente».

È in questo contesto che si inserisce una delle innovazioni più significative per la clinica torinese: il Beyeonics One, esoscopio oftalmico di ultima generazione di cui il Koelliker è l’unico centro dotato in Italia e il terzo in Europa.
Un sistema immersivo che consente al chirurgo una visione tridimensionale ad altissima definizione del campo operatorio, con regolazione avanzata delle luci e utilizzo anche della luce infrarossa, non tossica per i tessuti oculari.
«È come entrare dentro l’occhio del paziente – racconta il dottore – La profondità e la nitidezza cambiano completamente la percezione chirurgica. E stiamo utilizzando solo una parte delle sue potenzialità: a breve potremo richiamare durante l’intervento gli esami pregressi del paziente, integrando in tempo reale diagnostica e chirurgia. E altro deve ancora venire».

Dietro questa evoluzione c’è una scelta chiara della proprietà dell’Ospedale Koelliker: investire in innovazione secondo un piano strutturato, in tutte le unità operative. Una strategia orientata al futuro.
L’amministratore Delegato Paolo Berno aggiunge: «L’adozione di Beyeonics One rappresenta un nuovo tassello in un percorso di innovazione costante, cominciato nel 2022, volto a offrire ai nostri pazienti soluzioni sempre più efficaci e ai nostri professionisti strumenti che migliorino la qualità del lavoro e i risultati degli outcome clinici».
Per maggiori informazioni:
Tel. 011.6184111

(foto MARCO CARULLI)
(Servizio publiredazionale)
