Siamo stati alla conferenza stampa (giovedì 2 aprile), al cinema Massimo, del Lovers Film Festival 2026, in programma a Torino dal 16 al 21 aprile. I numeri in breve: 6 giorni, oltre 50 film in programma, provenienti da 21 Paesi. Il tema di questa 41° edizione è Chi guarda chi, un remainder istintivo ad allenare empatia, sensibilità e psiche, ovvero i nostri strumenti per rafforzare una certa cultura dell’inclusione che il Lovers porta avanti appunto da 41 edizioni. Insomma, torniamo (o continuiamo) a guardarci per vederci, incontrarci, capirci, scambiarci, e non per giudicare o essere giudicati.
Torino accoglie a pieno lo spirito del Lovers, Torino città di diritti e lotte, ma soprattutto di cinema, perché un festival cinematografico è prima di ogni altro aspetto settima arte. Un linguaggio universale che si fa tramite per messaggi cruciali e intrattenimento intelligente.
Torniamo alla conferenza. Al cinema Massimo, dopo i consueti saluti istituzionali condotti dal presidente del Museo Nazionale del Cinema Enzo Ghigo, Carlo Chatrian (direttore del Museo) ha introdotto direttamente il festival di quest’anno, particolarmente di valore per missione e protagonisti (tra cui la madrina Donatella Finocchiaro). Lasciando poi la parola alla direttrice del festival Vladimir Luxuria che ha illustrato appuntamenti e struttura dell’edizione, al solito animata da un concorso diviso in tre sezioni (lungometraggi, cortometraggi e documentari) e ricca quest’anno di tantissime proiezioni da non perdere. Un po’ di nostri highlights.
- Il film di Sensualità a corte, quello di Marcello Cesena, ovvero il barone Jean Claude, Madre e tutta la lore.
- Domenica, in vista dell’Euro Pride di Torino 2027, un dibattito insieme al rappresentante del Pride ungherese (che con Orban vive in questo senso un momento decisamente complicato e ingiusto).
- Lunedì il passaggio di Leo Gassman (che canterà anche).
- La cerimonia di chiusura con, tra gli altri, lo spettacolo di Nicola Savino.
E poi ovviamente il grande palinsesto dei film tra quelli in gara e fuoriconcorso. Segnaliamo la collaborazione con il festival di Trieste e con Mubi, e un paio di titoli da non perdere:
- Blu Film di Elliot Tuttle
- Maspalomas di Aitor Arregi
- Shiva Baby di Emma Seligman
- Strange Journey: the story of Rocky Horror di Linus O’Brien
- Caracas Avenue di Juana Jimenéz Del Toro
Più info sul loro sito.
