La guerra in tutta la sua drammatica brutalità, la tecnologia (tra meraviglia ed evoluzione), l’intimismo, le donne, gli amanti, i gatti, la musica, i concerti per pianoforte, le ballerine, il jazz, e ancora, la trascendenza, la spiritualità, la necessità di un confronto più profondo… Mario Giansone (1915-1997), torinese, è stato tra i più interessanti e originali artisti italiani del ‘900. La sua arte, prevalentemente materica (granito, marmo, legno, ferro…) ha esplorato i grandi temi del secolo scorso, senza dimenticare mai una doverosa introspezione, cruciale per connettere epoche e umanità. «Le vere opere d’arte restano sempre contemporanee», una frase, proprio di Giansone, che sottolinea come in un mondo che tende a storicizzare ogni espressione, l’arte possa assurgere a una condizione di eterna contemporaneità, totale e continuativa in ogni tempo.

A metà aprile, a Sant’Ambrogio (a due passi da Torino), ha inaugurato il nuovo Museo Mario Giansone, un luogo di esposizione, ma anche di ricerca, dedicato proprio a questo straordinario artista. In primo piano ovviamente le sue sculture (170), ma il museo ospita il mondo di Giansone dal punto di vista più largo possibile, con oltre 260 opere che funzionano come un vero e proprio viaggio alla riscoperta di un importantissimo artista del Novecento, troppe volte non considerato, come ha ben sottolineato il presidente della Fondazione Giansone Giuseppe Floridia.
Se non conoscete Giansone, ma anche se lo conoscete, l’invito è a fare un salto a Sant’Ambrogio, per immergervi nell’universo creativo di un artista a suo modo unico, sicuramente da riscoprire (più info qui).
