6:45
Ecco quel suono terrificante: la sveglia! Non riesco a spegnerla. Sono obbligata ad alzarmi.
Mi vesto quasi come fossi uno zombie: quanto manca a venerdì?
Vado in bagno e mi guardo allo specchio.
6:56
C’è qualcosa che non va in me? Non sono abbastanza carina? Perché non ho mai avuto un ragazzo? Oh al diavolo! Mi sto deprimendo inutilmente, se non piaccio al mondo affari suoi. Io mi piaccio così come sono.
7:01
Vado a fare colazione. Guardo fuori dalla finestra.
Penso a che giornata pesante sarà oggi: devo di nuovo prendere il tram. Ogni mattina è pieno di ragazzi rumorosi e vecchi borbottanti schiacciati come sardine.
Iniziamo bene la mattinata, no?
7:27
Finisco di prepararmi. Cazzo, il tram passa tra due minuti! Non ce la farò mai.
Sono 4 anni che tutte le mattine corro per prenderlo, ma puntualmente lo perdo.
7:36
Sono ancora qui ad aspettare. Guardo l’app che sembra prendersi gioco di me: doveva arrivare 5 minuti fa. Spengo il telefono. Faccio un sospiro rassegnato. Guardo la città che si sveglia.
7:40
“Ehi Ele”, sento qualcuno che mi chiama: è Carlotta.
Finalmente un viso amico!
Iniziamo a chiacchierare della troppa gente e delle prossime vacanze. Sembriamo le vecchiette che si incontrano sul tram e si lamentano di tutto: va bene così.
È un rituale che ci permette di iniziare la giornata leggere.
7:44
Finalmente arriva!
Saliamo e già siamo schiacciate: sbuffiamo, sperando che arrivi presto il momento di scendere.
Poco dopo, guardiamo l’ora: 7:53, per fortuna siamo in orario.
7:56
Scendiamo dal tram tirando un sospiro di sollievo. Entriamo a scuola.
Facciamo le scale insieme – fanno sempre venire il fiatone – e ci salutiamo.
Tra lezioni, professori arrabbiati e chiacchiere tra amici la giornata passa in fretta.
17:00
Finalmente liberi!
Salutiamo tutti e corriamo a prendere un gelato in Piazza CLN. Mi sento già meglio.
Passeggiamo per le vie del centro assaporando la spensieratezza primaverile.
Speriamo che domani sia uguale a oggi.
Emma Moro
