Mercoledì 13 maggio siamo stati a Lingotto Fiere per il press tour d’anteprima del Salone Internazionale del Libro di Torino (che comincia domani, giovedì 14 maggio 2026, e si concluderà il 18 maggio). Ormai il giro tra stand in fase di costruzione/allestimento è una bella abitudine che difficilmente ci facciamo sfuggire, per un paio di motivazioni principali: anzitutto è sempre affascinante vedere come il giorno prima sia tutto per aria e il giovedì tutto operativo; poi è bello passeggiare dentro questo quasi-Salone circondati solo dagli allestitori e non da migliaia di persone; terzo gol, ne approfittiamo per una chiacchierata con una parte del team del Salone.
Nel caso specifico ci hanno accompagnato in questo giro Piero Crocenzi (AD del Salone del Libro), Silvio Viale (presidente dell’Associazione Torino, la Città del Libro, Babù Carena della Direzione Ufficio Tecnico Salone del Libro, la direttrice del Salone Annalena Benini, Maria Giulia Brizio (responsabile Ufficio Scuole Salone del Libro), Claire Sabatié-Garat di The Italian Literary Agency e Simone Marchi di Malatesta Literary Agency, più curatori e curatrici della nuova sezione Il mondo salvato dai ragazzini, così come i vari operatori delle diverse sezioni lungo il nostro tour.
Impressioni a caldo? Quest’anno c’è veramente tanta, ma tanta roba da vedere. Noi un po’ di tempo fa vi avevamo scritto 8 cose da non perdere al Salone, ma il consiglio più onesto è quello di prendere in mano programma e mappa (bella, ben fatta, al costo di un euro: scelta giusta, la prende chi la vuole davvero, così magari si inquina anche meno), e immergersi in uno dei Saloni più grandi e ricchi di sempre.
Certamente sono diverse le novità (soprattutto il “Padiglione 5” dedicato agli incontri business in settimana e a quelli “da palco” nel weekend, il Salotto del Bookstock…), ma forse la cosa che più ci ha colpito di questo Salone è la voglia reale di mettere scelte e argomenti in mano a ragazzi e ragazzini, quelli che salveranno il mondo e che meritano di tornare al centro di cultura e futuro. D’altronde, buona parte di questo enorme Salone è proprio dedicato a loro, ed è giusto che ne facciano parte non solo come fruitori, ma come agenti creativi e necessari.
Per il resto che dobbiamo dirvi? Il Salone del Libro fortunatamente lo conosciamo tutti ed è sempre un’esperienza elettrizzante. Al dopo-Salone i commenti su questa edizione 2026…
