Con i suoi 51.300 metri quadrati, oltre mille banchi e centomila persone che lo attraversano ogni settimana, Porta Palazzo è il più grande mercato all’aperto d’Europa oltre che uno dei ponti più significativi che Torino ha costruito con il mondo, una finestra aperta su latitudini diverse, un patrimonio da custodire e da valorizzare anche sul piano culturale. E il “come” passa anche da appuntamenti capaci di far leva sul suo valore simbolico e sulla sua vocazione naturale al dialogo con e verso il mondo.
Non è un caso, quindi, che sia stata proprio la Tettoia dei Contadini del mercato ad accogliere, domenica 11 ottobre, Torino incontra l’Europa: commercio, turismo, culture, rigenerazione e sapori, evento promosso e organizzato dalla Città di Torino, e in particolare dall’assessorato al Commercio. Gratuito e aperto a tutti, si è rivelato come un’interessante occasione per riflettere su temi decisivi da cui dipende il futuro dei territori.

A moderare il dialogo è stato il giornalista e travel writer Guido Barosio, che ha introdotto così il concept dell’incontro: «Oggi portiamo a Torino case history di città europee che giocano il nostro stesso “campionato”, vicine a Torino per dimensioni e storia. Le città che presenteremo hanno avuto un passato illustre, legato a signorie, principati, regni e imperi. Un passato che si è poi quasi dissolto lasciando in tutte loro un segno profondo, quasi una ferita. Anche a Torino, naturalmente. Ma queste città hanno saputo risollevarsi. Siamo qui, dunque, per confrontare le loro esperienze sul piano del commercio, del turismo, della cultura e della rigenerazione urbana».
Sono quindi intervenuti professionisti dall’Europa, chiamati a condividere le proprie valutazioni e a connettere ancora di più Torino a un contesto internazionale. Il format è stato semplice: un breve video di presentazione, l’intervento del rappresentante del paese in questione e il punto di vista di un giornalista che ha vissuto in prima persona le città citate.

Primo intervento quello Daniele Manetti, direttore per l’Italia di Visit Flanders, affiancato dal giornalista Paolo Patrito. Protagoniste del racconto delle Fiandre, Bruges, Anversa e Gent, città d’arte che, prima ancora di diventare mete turistiche, sono state importanti centri commerciali. Gent, un tempo polo industriale dal carattere ruvido, ha saputo reinventarsi; Anversa coniuga la grandezza del passato con l’energia di una metropoli vivace e contemporanea; Bruges, infine, sorprende per la capacità di intrecciare il fascino della storia con lo slancio del presente.
Breve pausa dal racconto per il saluto del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che ha voluto sottolineare il valore simbolico di Porta Palazzo: «Qui convivono le mille anime di Torino. È un luogo iconico, trasversale, attraversato ogni giorno da cittadini e turisti, che negli ultimi anni è stato oggetto di un importante lavoro di riqualificazione. Un punto d’incontro tra culture, persone e tradizioni enogastronomiche diverse, capace di raccontare un volto davvero unico della nostra città».

A portare la propria testimonianza è stata poi Francesca Santandrea, responsabile comunicazione e ufficio stampa per la Polonia, in dialogo con il giornalista Dario Bragaglia. Al centro del racconto, un Paese in continua trasformazione, dove la crescita economica accompagna lo sviluppo dell’offerta turistica. Da Varsavia, capitale dinamica e contemporanea, a Breslavia, soprannominata la piccola Venezia per i suoi numerosi ponti e canali, crocevia di culture ed etnie diverse, fino a Lodz, città dal passato industriale oggi protagonista di un’interessante rinascita. Senza dimenticare Cracovia e Danzica, che completano un panorama territoriale ricco di fascino e storia. Bragaglia ha sottolineato come la Polonia sia una destinazione sicura e sempre più attrattiva, capace di offrire molto più delle tradizionali città d’arte, dal patrimonio naturalistico straordinario, con riserve e aree tra le più ricche di biodiversità d’Europa. Una risorsa ancora da valorizzare pienamente, che potrebbe rappresentare una nuova frontiera per il turismo polacco.

La case history di Las Palmas de Gran Canaria ci è stata portata dalla coppia composta da Silvia Donatiello, responsabile ufficio stampa e comunicazione di Gran Canaria, e dalla giornalista Piera Genta. Capitale dell’isola e vivace città affacciata sull’Atlantico, Las Palmas è una destinazione ideale per chi desidera alternare mare, cultura e gastronomia, oltre a rappresentare un punto di partenza strategico per esplorare il nord dell’isola, anche senza bisogno di un’auto. Particolarmente interessante il parallelismo proposto da Genta tra Porta Palazzo e il Mercado del Puerto, storico mercato di Las Palmas accomunato a quello torinese dalla vocazione a luogo d’incontro e di scambio, uno spazio vivace dove tradizione e contemporaneità si incontrano. Un esempio di come i mercati storici possano trasformarsi in autentiche esperienze turistiche, senza perdere il legame con l’identità del territorio.

A chiudere gli interventi dedicati alle città europee sono stati gli ospiti francesi, che, accompagnati dalla giornalista Rosalba Graglia, hanno raccontato due città simbolo del nord e del sud della Francia. Caroline Putnoki, vicedirettrice di Atout France Italia e Grecia, ha presentato Marsiglia, città mediterranea che ha fatto dell’accoglienza e della mixité, l’incontro tra culture e identità diverse, uno dei suoi principali punti di forza. Geoffrey Felix, coordinatore di Alliance Française per l’Italia, ha invece raccontato Lille, città protagonista di una profonda trasformazione dopo la nomina a Capitale europea della cultura nel 2004. Da centro industriale “grigio”, Lille si è reinventata come città giovane, dinamica, attenta alla cultura, all’ecologia e all’innovazione tecnologica. Un cambiamento che guarda soprattutto alle nuove generazioni.

Non poteva naturalmente mancare un momento dedicato a Torino. A raccontarla, attraverso le connessioni con le città europee presentate, è stato l’assessore Paolo Chiavarino, che ha individuato nel commercio, nella rigenerazione urbana e nella cultura un fil rouge capace di unire esperienze e realtà apparentemente diverse. Elementi comuni che raccontano città vive, in continua trasformazione, capaci di reinventarsi e di aprirsi al mondo. Torino ne è un esempio, con un percorso di rinnovamento che guarda sempre più all’Europa, accogliendo stimoli, culture e buone pratiche provenienti dall’estero. Da qui l’importanza, sottolineata dall’assessore, di promuovere un dialogo aperto e costruttivo tra le città, condividendo esperienze e visioni per creare nuove sinergie e opportunità di crescita.
A tirare le fila dell’incontro Valerio Saffirio con una riflessione sulle opportunità di sviluppo delle città e sul valore delle economie di prossimità. Un invito a superare la logica della quantità per riscoprire la qualità delle relazioni umane, rimettendo le persone e la cultura al centro della vita urbana. In questa prospettiva, il mercato non è soltanto un luogo di commercio, ma uno spazio di incontro, scambio e socialità, dove si costruiscono legami e si rafforza il senso di comunità.

Partendo dalle esperienze di altre città europee che hanno saputo reinventarsi valorizzando la propria identità, il confronto ha offerto l’occasione per riflettere sul presente e sul futuro di Torino. Un invito a guardare alle potenzialità della città e alla sua capacità di rinnovarsi, senza perdere il legame con la propria storia, a partire da uno dei luoghi che meglio ne raccontano l’identità.