La mafia, Palermo, i quartieri, Milano, i bambini, gli sposi, gli ospedali psichiatrici, le processioni. Ma anche i colori, la luce, il cosmo, le linee, l’ambiguo.
Venerdì 16 ottobre ha inaugurato a Camera Torino una nuova, interessantissima doppia esposizione. Prima i dettagli in brevissimo, poi due considerazioni.
Fino al 7 febbraio da Camera potrete immergervi in Letizia Battaglia. L’opera 1970 – 2020, un affascinante percorso espositivo di oltre 200 immagini dentro il lavoro della grande fotografa siciliana.
Fino al 6 gennaio, in Project Room, troverete Davide Tranchina. Light-years Away, un appassionante viaggio nella poetica di uno dei fotografi contemporanei più talentuosi che abbiamo in Italia.
Entrambe le mostre valgono la visita, per motivi in effetti molto diversi… Proviamo a spiegarvi perché.
Partiamo dalla nostra preferita (oggettivamente, non ce ne voglia Davide), ma questi 50 anni di fotografie di Letizia Battaglia sono semplicemente una meraviglia. Un affresco italico vero e doloroso che si sente sopra e sottopelle. Uno sguardo duro ma necessario che racconta come pochi hanno saputo fare il nostro Paese, con focus particolare sulla Sicilia, sulla Palermo della mafia e delle stragi. E poi il cemento, la solitudine, i bambini, le feste religiose, l’amore, il degrado. Un viaggio in bianco e nero che lascia con gli occhi lucidi e che vale assolutamente il biglietto.
Affianco, il lavoro di ricerca, poesia e introspezione di Davide Tranchina, molto interessante, operoso, impegnato a investigare confini e rapporti tra luci, linee, immaginazione, ambiguità, nitidezza e sfocature di questo mondo e della fotografia. Un dialogo che, vi assicuriamo, è tutt’altro che sola estetica.
Insomma, l’autunno di Camera è ripartito con due esposizioni particolarmente curiose e avvincenti, voi sfogliatevi tutte le info necessarie sul loro sito.