Il rapporto tra gli italiani e il modo in cui si prendono cura di sé, del proprio corpo e della propria salute, è di molto cambiato durante le ultime decadi, tanto negli strumenti utilizzati, quanto nei concetti. Nel tempo la cura di sé è passata, infatti, da una dimensione decisamente rivolta all’estetica (e alla visione sociale) a un concetto olistico di salute e di benessere psicofisico. Una tendenza che è andata di pari passo all’evoluzione della cultura dello sport e dell’educazione alla prevenzione; alimentando la cosiddetta wellness economy, ovvero quell’economia, e quindi anche struttura sociale, inerente le azioni che ruotano attorno al concetto di benessere a tutto tondo.
Non è un caso che i dati CNA registrino negli ultimi 10 anni un netto incremento delle imprese di estetica in Italia: oggi quasi 43.000 contro le 36.000 del 2015. Evidente risposta a una domanda che richiede presidi di benessere sul territorio in maniera costante. Sintomo di un fenomeno che non è moda passeggera, ma la rappresentazione di una rivoluzione culturale molto più profonda; sottolineata dal comportamento degli italiani stessi che, numeri alla mano, rifuggono trattamenti saltuari, preferendo percorsi e abbonamenti a lungo termine. Evidenziando con naturalezza come la cura di sé sia oggi una parte preponderante della vita e non una “fase”.
Il 74% degli italiani ritiene che la cura di sé e un certo benessere fisico siano determinanti nelle proprie dinamiche di equilibrio e autostima. Una statistica che fa riflettere e segna il passo rispetto a ciò che avveniva giusto cinquant’anni fa. Oggi, ad esempio, la generazione tra i 18 ei 27 anni dichiara di dedicare grande attenzione a skincare e cura dei dettagli, ricollegando questa cura direttamente al proprio benessere mentale (bisogna dire anche in funzione della “vetrina” costante rappresentata dai social). Allo stesso tempo, la generazione successiva, fino ai quarant’anni, ritiene fondamentali i trattamenti preventivi e in generale le azioni dirette alla gestione dello stress, cruciali per il benessere psicofisico e la conciliazione lavoro-benessere (tema sempre più imprescindibile). Mentre per le generazioni successive, dai sessant’anni in su, i trattamenti sono di solito mirati a una longevità fatta di salute e nuove opportunità di vita, molto diversa dalla concezione di anzianità anche solo dei nostri nonni.
Di questi e altri argomenti abbiamo parlato (e parleremo) insieme al team di EBI Clinic, un’eccellenza del nord Italia nel campo del benessere, che ha scelto di aprire due sedi anche a Torino proprio per intercettare queste evoluzioni. Rispondendo alle nuove esigenze della cultura del benessere grazie a oltre dieci anni di esperienza nel campo e al nuovo Metodo EBI360 (di cui vi parleremo prossimamente). L’idea, per queste pubblicazioni, è proprio quella di fermarsi, raccogliere dati, testimonianze… per analizzare un cambiamento che racconta molto di come sta cambiando la nostra società. Senza dare per scontato nulla, ma anzi approfondendo le motivazioni per cui sta mutando il modo in cui ci prendiamo cura di noi stessi. Questa è la prima puntata di una serie che porteremo avanti un pezzo alla volta, un episodio di contesto che aggiorneremo presto.