Facciamo un gioco. Come Saw. Come da bambini. Come sul bagnasciuga con la palla. Come sul terreno dell’Inalpi Arena. Come attorno alle tavole in cui ci si vuole bene. Perché il cibo è affetto, unione, divertimento, rinascita quotidiana. Ecco il gioco, botta (anzi battuta) e risposta: diciamo un cibo… e ci abbiniamo un simbolo. Un po’ come Jannik per il tennis mondiale. Come gli Oasis per il brit-pop. Come i cani per la fedeltà. Partiamo!

Diciamo felicità… e ci mettiamo una bottiglia da Cou Cou!
Che detta così può suonare pure male, ma non fatevi irretire dalle male lingue; piuttosto seguite il consiglio e concedetevi ogni tanto un’apericena francese da Cou Cou. Citiamo spesso questo posto… forse ci siamo davvero innamorati: tra etichette ricercate e piatti curatissimi qualcuno giurò di aver trovato la felicità…
Diciamo mare… e ci viene in mente un Castello!
Non perché siamo impazziti (o forse sì), ma perché la mente ci porta agli amici del Bistrot del Castello, a Rivoli. Chi ama la buona cucina (soprattutto di pesce) e una discreta dose di coccole gastronomiche li conosce molto bene… Per tutti gli altri c’è il meraviglioso, dissetante gusto della scoperta!

Diciamo Giappone… e ci viene in mente il passaporto!

Che ci sta, anche perché senza non si parte, però parliamo di un passaporto particolare: quello di Donburi House. Una bella invenzione della catena teorizzata da Max Chiesa & Co., un ennesimo gioco che dimostra come una realtà nata per raccontare l’izakaya agli italiani debba e possa evolvere continuamente attraverso tante novità. Il Guè Burger prima, ora il ramen di Favij… ogni step è un altro timbro sul passaporto di Donburi.
Diciamo caffè… e pensiamo a vini, piattini… e a tutto il repertorio!

Tornati dall’estate, quei bravi ragazzi di Piattini Caffè Vini si sono messi a restaurare il proprio già bel locale, e allora ci è venuto in mente che forse tutto il movimento di “piattini” presente in giro per la città non deve adagiarsi sugli allori, ma continuare a essere nuovo, fresco, esplosivo e giovane come da premesse; che poi sono quelle che hanno garantito al “format” enorme successo… Non fermarsi mai!
Diciamo terra… e onoriamo Carlin Petrini!
A fine settembre Slow Food ha festeggiato i propri quarant’anni con un’edizione attesissima e importantissima che ha abbracciato e animato il cuore di Torino. Quindi non più Parco Dora, ma il centro nevralgico del capoluogo, nel bene e nel male. Ci dicono fosse un desiderio dell’irripetibile Carlin Petrini, venuto a mancare da poco. Brindiamo a Carlin, a Slow Food, ai sogni che a volte si avverano, al cibo buono, pulito e giusto che unisce il mondo, e che, grazie alla visione di geni piemontesi, sceglie di incontrarsi a Torino, ogni due anni. Salute!

Diciamo cuore… e sogniamo un piatto di agnolotti!
Di quei piatti da cartoni animati, con il profumo che esce dalla finestra e fa volteggiare chi se lo figurava solo in sogno. Al posto della classica torta di mele c’è però un piatto di agnolotti; perché canonici sì, ma a-piemontesi mai, e non c’è torta che regga il confronto con sua santità ripiena l’agnolotto. Sogno e son desto!

Diciamo mondo… e lo mettiamo, insieme a Mollica, dentro un panino!
Perché a guardare il mondo oggi capita di chiedersi come possa starci dentro tutta sta roba diversa e dissonante e cattiva. Se fosse un piatto spesso sarebbe immangiabile. Eppure i ragazzi di Mollica, quelli di piazza Madama, sono anni che provano a mettere il mondo dentro un panino… Un mondo disegnato però da loro, con i piccoli produttori, le grandi idee e tanto cuore. Bello il mondo se fosse dentro un panino di Mollica.

Diciamo stelle… e celebriamo Michelangelo Mammoliti!
Nome e mano da grande artista, piedi saldamente ficcati in questa terra bella e vera. In questo arco temporale piemontese l’è dura pensare alle stelle senza citare Mammoliti, ormai ex chef prodigio, oggi tristellato, assurto a icona della cucina. Ne parliamo perché ci abbiamo fatto due chiacchiere recentemente, a un bell’evento sul futuro della ristorazione; e perché è stato nominato ambasciatore della Cucina Italiana Patrimonio UNESCO nel mondo. Un altro pezzo di Piemonte che ci fa fare un figurone nel globo.
