«Non mangio carne rossa, ma a volte si ha bisogno di una bistecca», lo disse Gwyneth Paltrow durante una confessione-intervista. Già perché c’è una grossa differenza tra mangiare della carne e mangiare un vero taglio di carne. Una differenza spessa quanto la distanza che separa la musica d’ascensore (per carità importantissima) e un concerto dei Rolling Stones.
Ecco, per noi una bella cena fuori all’insegna dell’antico rito della bistecca, meglio se in compagnia, è come un concerto degli Stones: non ci capita ormai così spesso, ma quando arriva è festa pura. Per il palato e per l’anima. C’è un qualcosa di atavico e profondamente naturale nell’acquolina che si forma di fronte a una pietra calda con sopra un taglio di carne a regola d’arte. Una forma di piacere quasi primordiale e allo stesso tempo decisamente contemporanea che ricerchiamo, ogni tanto, in luoghi “sicuri”.

Perché possiamo permetterci tanti errori, ma a tavola, soprattutto in questi casi, la tolleranza sta ai minimi termini. Per questo gli indirizzi cittadini segnati in agenda, quelli fidati, saranno quattro o cinque, e uno di questi, da tanti anni, è in via Lamarmora 17/B, Al Cacimperio, da Alessandro.
Si tratta di un ristorante che vive e ha vissuto tante vite, e allo stesso tempo non è mai cambiato. Al Cacimperio è il locale dei vip che cercano serenità, delle trattative importanti tra imprenditori, dei pranzi di lavoro che magari chissà ci scappa un grosso accordo…
Insomma, è uno di quei posti che garantisce ottima cucina e privacy assicurata; un po’ vintage per certi versi, anche se ci puoi trovare famiglie che festeggiano compleanni o amici che celebrano una serata di ritrovo. Il comune denominatore però, oltre alla carne (adesso ci arriviamo), è un certo tipo di serenità quasi demodé che, a furia di essere osteggiata, è divenuta quasi una perla rara.

Ci pensavamo giusto l’altro giorno, seduti a questi tavoli: in fondo al Cacimperio tutto è cambiato, niente è cambiato. Ecco, ma filosofia a parte, cosa abbiamo mangiato? Partenza sprint: petto d’oca affumicato, salsiccia di Bra cruda, Patanegra al coltello. Tris d’assi, anzi un poker con i crostini burro-acciuga. Un saggio di qualità delle materie prime: condimenti quasi a zero, così come i fronzoli (zero), parla l’eccellenza dei prodotti e tutti muti.

Un bell’inizio dunque, una porta d’ingresso alla gran protagonista di queste tavole: sua maestà la carne. Il protocollo è semplice: scegliete il taglio, la provenienza e la prima cottura (qui trovate carni pregiate da tutto il mondo, dall’Angus alla Marchigiana a tutte le altre), e aspettate a tavola.

Dopo qualche momento vedrete arrivare la vostra “bistecca”, come direbbe la Paltrow, e potrete continuare a seguire in autonomia l’ultimissima gestione del calore a contatto con la carne; che ovviamente è già pronta, ma la suggestione è sempre divertente.

Non fatevi inoltre sfuggire una consulenza enologica: la carta dei vini è una delle grandi passioni di Alessandro che la coltiva da una vita con tanta ricerca e sarà ben propenso a darvi qualche suggerimento interessante.
Insomma, Al Cacimperio è uno di quei posti che fa della qualità delle materie prime la propria Bibbia. I “condimenti” ci sono, ma stanno sempre un passo indietro al grande lavoro della scelta dei fornitori (in autunno fate un salto qui per i tartufi): nel numero dedicato alle eccellenze food torinesi, non poteva certo mancare.
Uno di quei posti che garantisce ottima cucina e privacy assicurata
Al Cacimperio è un grande riferimento per la carne: altissima qualità e ampia offerta italiana e internazionale
AL CACIMPERIO
Tel. 011.548467

(Foto di FRANCO BORRELLI)
(Servizio publiredazionale)
