È il 1920 quando a Venezia la distilleria Fratelli Pilla inventa il Select, bevanda tipo bitter dal caratteristico colore rosso, con all’interno ben 30 botaniche differenti. Sacro Graal degli aperitivi, prima veneti e poi un po’ ovunque, in parte dimenticato negli anni, è oggi finalmente tornato sulla cresta dell’onda, come elemento cardine dell’autentico spritz veneziano. Anche grazie a una brillante operazione di marketing che qualche anno fa ha ridisegnato la bottiglia di Select recuperando l’estetica originale degli anni ’20 (facendo peraltro un lavoro encomiabile).

Perché parliamo di Select? Perché stavamo giustappunto affrontando l’argomento in quel di Aldo’s Bacaro (via San Paolo, 1), insieme a Chiara, ideatrice di questo posto. Noi in realtà di questo interessante locale vi abbiamo già parlato una volta: il Bacaro è l’evoluzione in versione cicchetti (e molto altro) di quella bella case history che è Aldo’s Bakery, forse la bakery più in voga della città.
Aldo’s Bacaro, pur contando sugli splendidi prodotti di panificazione della Bakery, ha preso una sua direzione, quella di Chiara, che ha immaginato un locale di cicchetti, ma a Torino, in cui mettere sul pane l’Italia tutta (anzi quella più gourmand). E a noi l’idea era piaciuta fin dall’inizio.
Dunque siamo tornati a vedere cosa combina il Bacaro e cosa si può mettere ancora sopra il pane. E per farlo abbiamo chiacchierato un po’ con Chiara, e da qui alla storia del Select è stato davvero un attimo. D’altronde questa bevanda, oltre a essere una delle chiavi del successo di Aldo’s Bacaro (e di questi spritz) è una delle materie prime che ricollega il locale al Veneto, cui deve la sacra arte del cicchetto di cui Aldo’s Bacaro è uno dei riferimenti più autorevoli in città. Già, perché ovviamente al Bacaro i cicchetti veneziani ci sono (baccalà mantecato su tutti), ma la cosa veramente divertente è che sopra questi piccoli rifugi di gusto ci si può trovare praticamente ogni condimento, che varia al variare delle stagioni, delle voglie, dell’estro.

Ci sono quelli dedicati alla Puglia di tanti torinesi e fuorisede (con pomodori secchi, burrata…), quelli piemontesissimi (salsiccia cruda, peperoni…), quelli che giocano sulla dialettica dolce-salato, quelli floreali per Sanremo, quelli che ti aspetti e quelli che mai avresti immaginato. Il risultato? Uno stupendo gioco di sapori, colori, profumi e consistenze, un universo da assaggiare ed esplorare attraverso tre formule esperienziali: classica (3 cicchetti), da Bacaro (6 cicchetti), super (9 cicchetti, una cena), sempre con accanto il fido spritz o con un altro bel miscelato, noi vi consigliamo un Torino-Venezia: Select, vermouth Cocchi e scorza di limone (essenziale, infallibile).

Altra buona nuova da Aldo’s Bacaro: continua il format di successo ostriche & bollicine & gin del venerdì, con l’aggiunta in degustazione (sempre solo di venerdì) di tartare di pesce e carne. Cosa ci dice questa notizia? Due cose in particolare: la prima che le belle abitudini sono dure a morire; la seconda che abbiamo trovato la risposta alla domanda di cui sopra, ovvero cosa si può ancora mettere sopra il pane?
Seduti qui in via San Paolo, fuori o dentro fate voi, la risposta viene quasi scontata: tutto, purché sia buono. E quindi tutte le materie prime che possiamo vedere in questa goduriosa vetrina, e poi idee, cura, affetto, ambizioni, cultura, progetti, storie di famiglia, cartoline da ogni latitudine. Il cicchetto è bello perché è un trattato di filosofia (su pane) applicato alla vita. D’altronde anche la nostra esistenza funziona più o meno così: puoi metterci dentro tutto, purché faccia stare bene te e chi ti sta attorno. E noi per stare bene, specialmente all’aperitivo, consigliamo Aldo’s Bacaro.

