Cosa sono i bàcari e perché si chiamano così? Il nome bàcaro è relativamente recente e, secondo varie fonti, fa riferimento ai venditori di vino nell’Italia dell’800, che a loro volta deriverebbero questa denominazione dall’espressione veneziana “far bàcara”, cioè festeggiare nel nome di Bacco (quindi bevendo). Nel tempo i bàcari sono diventati i luoghi dell’aperitivo veneziano, le osterie dei “cicchetti”, che non sono dei bicchierini come possono essere erroneamente intesi, ma “assaggi” da accompagnare a una bevuta.
Perché diciamo tutto questo? Perché siamo stati a scoprire Aldo’s Bacaro, realtà del più ampio “universo” Aldo’s Bakery (con già diverse sedi in città), che a gennaio 2024 ha aperto i battenti in quel di via San Paolo 1, e quindi tra poco compirà un anno.
Un locale di cicchetti e drink, tutti belli, tutti curati
Perché Aldo’s Bacaro si chiama così? Intanto per il gioco di parole con Aldo’s Bakery (questa non dobbiamo spiegarvela…), e poi perché propone un’offerta di ristorazione, specialmente di aperitivo, fresca, giovane, divertente, interessante. Il format è appunto quello dei cicchetti, come in un vero bàcaro, in cui il pane (che è quello meraviglioso della Bakery qui affianco, quindi a centimetro zero) è il palcoscenico in cui si muovono ricette, giochi e incastri un po’ da tutta Italia.
Certo ci sono i cicchetti classici, vedi il baccalà mantecato, ma poi ci imbattiamo in quello con cream cheese, pomodorino semi-dry e nodino pugliese. Perché? Perché il cicchetto è bello finché è vario; ed è divertimento, colore e gusto. Cambia ogni giorno, in base alle materie prime fresche e in base agli abbinamenti che evolvono costantemente.
Aldo’s Bacaro ci è piaciuto al primo sguardo: è nuovo, un po’ londinese, dinamico. È per gli studenti, ma pure per le pause pranzo degli uffici, per festeggiare una ricorrenza (affittano anche la sala), e allo stesso tempo per chi il venerdì sera sceglie di venire qui a godersi il format ostriche & bollicine & gin. Alle pareti le opere di Lucifero (quelle con i led) danno il loro meglio quando cala la sera, e ci raccontano della bella passione per l’arte che si respira qua dentro. In generale si intuisce una certa voglia di esplorare, di non accontentarsi, e un sano entusiasmo che si riversa in ogni sfumatura di Aldo’s Bacaro.
Il protocollo, quando ci si siede a questi tavoli, è chiaro: benvenuto con pizza (di Aldo’s Bakery) e Select, e con calma si scelgono i propri cicchetti e il drink da abbinare (nel menù tutte le proposte, sfogliatele perché ci sono spunti interessanti). L’invito è a farvi un giro anche sui social di Aldo’s Bacaro, perché sono molto ben curati, indie il giusto e freschi come dovrebbero essere.
Insomma, siamo piacevolmente stupiti: Aldo’s Bacaro è una bella novità del panorama food torinese, che riesce a unire un mood tranquillo e informale, a una grande attenzione per i dettagli, dimostrando un’ammirevole passione per i giochi di gusto a ogni latitudine (con accento su cicchetti e drink-list).
La famiglia Tarricone (4 generazioni di panificatori) aggiunge un altro tassello alla propria vocazione di accoglienza; un tassello particolarmente creativo e rilevante, che mancava, e che Chiara porta oggi avanti con determinazione e passione.
Cosa aspettarsi da questa storia? Probabilmente, date le premesse, i fuochi d’artificio. Ma per toccare con mano l’animo più profondo del Bàcaro, è consigliabile passare di persona e goderselo dal vivo. Ne vale la pena.



