Torino, Inverno 2024 – 2025
Ma perché non parlare di un cortometraggio? Erroneamente considerato il “fratello minore” del lungometraggio, ossia del film, è la forma d’arte che offre agli esordienti la possibilità di sperimentare tutte le professioni del set cinematografico, come regia, scenografia, scrittura, recitazione, effetti speciali, luci, trucco.
Con la stessa dignità e identità del racconto in letteratura, può durare fino a 75 minuti; spesso rappresenta la genesi dei grandi film e l’esordio per i più grandi registi, a partire dai Fratelli Lumiére. Fino a qualche anno fa ignorato in Italia, il corto all’estero viene celebrato nell’ambito di manifestazioni di grande rilievo come il Festival international du court métrage de Clermont-Ferrand. Ecco, a Torino, città colta in cui è nato il Centro Nazionale del Cortometraggio, la Film Commission dedica la giusta attenzione e le necessarie risorse a questa forma d’arte. Lo ha fatto anche per An Afterthought, opera di Matteo Bernardini dedicata a Peter Pan.
Ci sono film che non dovremmo perdere. Non per moda, né per dovere civico
Il regista è un talento nato proprio qui, nella nostra città, e oggi è un artista che vanta al suo attivo collaborazioni con i più grandi registi: Christopher Nolan, Peter Greenaway, Robert Carsen, Matthew Vaughn, Michele Placido e Cristina Comencini. È stato definito “The Next Big Thing” da Wired Magazine ed è stato scelto da Microsoft come testimonial europeo per la campagna di lancio di Windows.
An Afterthought è un’opera dal respiro internazionale, visto il cast e le professionalità coinvolte: James Matthew Barrie ha scritto la sceneggiatura, Sahar Delijani ha curato la fotografia insieme a Matteo, Lisa Dwan e Bernard Griffiths sono tra gli interpreti. Questo corto è la versione più colta di una fiaba che rappresenta un importante archetipo: l’eterno ragazzo, quello che non cresce mai, una figura in continuo divenire.
La raffinata lettura che Matteo fa di questa sindrome della sfera affettiva obbliga tutti noi a un’attenta riflessione circa l’impossibilità di cimentarsi in un legame profondo. Peter Pan è un’affascinante creatura che vive in un mondo ideale, tragicamente lontano dalla realtà, tristemente destinato all’incapacità di costruire legami sentimentali stabili. Matteo ha descritto questa condizione con maestria e poesia.
La speranza (quasi certezza?) è che An Afterthought diventi una produzione internazionale. Sarebbe anche un grande successo per Film Commission Torino Piemonte che lo ha fortemente supportato attraverso il suo Short Film Fund. Un consiglio: andate a vederlo in rete o nel database Film Commission.
