
Una gigantesca mappa raffigurante l’area torinese ci accoglie. Su di essa, con cura e precisione, sono state fissate delle puntine: rosse per i cantieri di coperture e facciate, verdi per quelli di interni. Scopriremo presto che sono oltre 700 gli interventi qui rappresentati e seguiti da Archingest, una realtà che ha preso forma nel 2005 dal progetto di tre soci fondatori Matteo Mastroviti, Umberto Trabucco e Alberto Sterza.
È quest’ultimo a ripercorre gli esordi di Archingest: «La passione per le costruzioni e per il recupero del patrimonio edilizio ci ha portato a creare un’organizzazione specializzata nel settore dell’edilizia. Al principio l’idea era quella di dedicarci alla manutenzione e al project management. Ma se un fuori classe si vede nei momenti difficili, noi, dalla crisi immobiliare del 2012, ne uscimmo ancora più incentivati ad affrontare nuove sfide. Preparammo un piano per rientrare nel progetto integrato per la sostenibilità economica e ambientale “RoadTo2020”, finalizzando i nostri sforzi alla riqualificazione edile ed energetica, e capimmo che quella era la nostra strada. Il lockdown ha poi provato a fermarci, ma nuovamente il decreto Rilancio è stato per noi un’opportunità: in meno di 3 anni, tra bonus facciate e 110, abbiamo aperto e portato a termine 200 cantieri».
In questi interventi non può mancare l’attenzione all’aspetto energetico, su cui Archingest si è nel tempo specializzata
La forza di Archingest sta, come esplicita il marchio stesso, nella possibilità di unire sotto un unico cappello le diverse anime dell’edilizia, l’architettura, l’ingegneria e la gestione del processo. Questo, per il cliente, significa un unico referente dagli studi preliminari fino alla fine lavori, una pianificazione dettagliata dei tempi, la risoluzione immediata dei problemi e tecnologia avanzata per ogni tipo di intervento. Su questo tema è intervenuto Matteo Mastroviti: «Agli inizi il fatto di non avere dipendenti nei cantieri – sono invece dipendenti i geometri e gli impiegati amministrativi impegnati nella sede della Crocetta, ndr – è stato visto come un deficit, tanto che ci risultava difficile partecipare ad alcuni appalti che ponevano vincoli a tal proposito. In realtà, col tempo, ci siamo resi conto di essere stati il prototipo del general contractor, che sceglie le maestranze per ogni singolo caso per garantire il massimo risultato. Maestranze che hanno competenze specifiche e che sono in grado di governare anche tecnologie di ultima generazione, complesse e sofisticate».

Umberto Trabucco: «L’obiettivo è sempre quello di un servizio tailor made, in base ai desideri del cliente e alle necessità dell’edificio. Con la riqualificazione è come se tirassimo fuori l’anima di quell’immobile, restituendogli dignità». In questi interventi non può mancare l’attenzione all’aspetto energetico, su cui Archingest si è nel tempo specializzata, tanto da rivolgere ora l’attenzione all’edilizia sportiva, sempre collegandosi al tema dell’efficientamento. Conclude Matteo Mastroviti: «È un settore in cui c’è molto da fare. Pensiamo alle piscine, veri buchi neri del consumo energetico. Che sia edilizia privata, pubblica o sportiva, per noi l’obiettivo resta comunque il medesimo: impiegare le nostre professionalità e la tecnologia per migliorare la vita di chi andrà a vivere quell’edificio. Senza tralasciare l’essenza dell’edificio stesso a cui diamo nuova vita».
La passione per le costruzioni e per il recupero del patrimonio edilizio, fa sì che Archingest s.r.l. occupi una posizione di primo piano in Italia nel settore del recupero edile ed energetico
Nel 2022 il nome di Archingest è stato inserito all’interno di “Leader della Crescita 2023”, la lista delle 500 aziende autocandidatesi che hanno ottenuto la maggiore crescita del fatturato tra il 2018 e il 2021, realizzata da Sole24Ore e Statista
ARCHINGEST SRL
Tel. 011.19714952
(Foto MARCO CARULLI e ARCHINGEST)

