Giovedì 22 ottobre siamo stati in via Mazzini 58 per immergerci finalmente nella micro settimana di Buonissima 2026. Quest’anno il programma è davvero extralarge (oltre 150 chef, 200 eventi, tutti in realtà interessanti) e noi abbiamo accettato volentieri l’invito a questa cena a quattro mani da Adelaiade! Bottega Bar, anche per toglierci un po’ dall’imbarazzo di cosa scegliere e cosa no… E poi ci interessava particolarmente il format: una location giovane ma già amatissima dai torinesi, atmosfera informale e rilassata, diremmo sabauda 3.0, e soprattutto due chef davvero interessanti (e bravi). Il primo è ovviamente Joseph Tarantino, resident chef di Adelaide! che conosciamo molto bene e che per i torinesi ha bisogno di poche presentazioni; il secondo è invece l’ospite d’eccezione, ovvero Marco Visciola de Il Marin di Genova, dentro Eataly, una stella Michelin e tanti progetti intelligenti (segnatevi il ristorante Ortica di Pieve Ligure, brace, estro e colline vista mare).

Piccola premessa: ringraziamo gli organizzatori per aver composto un piccolo tavolo di giornalisti di gran compagnia e cultura; i bei ricordi di una cena riguardano sia quello che troviamo nei piatti sia le persone che abbiamo attorno.
Ma torniamo alle cose “serie”: cosa abbiamo mangiato? La risposta corretta sarebbe “tutto”. Adelaide! non snatura il suo format proponendo un menu alla carta da circa 20 piatti (dolci compresi) splittati tra le preparazioni di Joseph e Marco (e dei loro ragazzi).
Il risultato è un bel gioco, anzi un dialogo, tra mare e terra, Liguria e Piemonte (e anche oltre). Non ce ne vogliamo i classici format a menu degustazione, ma il giro-piattini, soprattutto in questi contesti sa essere molto divertente (a maggior ragione se ci si affida/abbandona agli chef). Piccola controindicazione (ma mica tanto) di questa fiducia: vi ritroverete a mangiare delle trofie accanto ai dessert.

Ma andiamo con ordine: tanti i piatti assaggiati, complicato citarli tutti. Segnaliamo qualche highlights. Peperoni di Carmagnola arrostiti con prezzemolo tritato e capperi: decisamente l’outsider della serata, fresco, giusto e grintoso. Seppie crude e funghi porcini: l’eleganza fatta a piatto. Spiedino di tonno bianco, maiale alla mangalica e salmoriglio: equilibrato, bellissimo, buonissimo direbbero gli organizzatori. Trofie Cocktail Martini, che è tipo cremoso con burro alle alghe, salsa di acciughe e scorza di limone, salsa di olive verdi e vermouth, caviale Adamas e gin Taggiasco: fatto bis e tris, non serve dire altro.
Citiamo anche i porcini fritti semplicemente perché per noi sono come il Natale qualche mese in anticipo. Il tutto accompagnato da ottimi vini, menzione d’onore a La Nuvola della cantina ligure La Sovversiva, un vermentino in purezza, eroico, affumicato, gradevolissimo.

In generale, davvero una cena con i fiocchi, che vive semmai qualche rallentamento, ma che non si ferma proprio mai, dall’inizio alla fine: non una sfida semplice considerando le quattro mani e il format dei piattini. Poi però pensiamo anche a quanto sono bravi questi due chef e smettiamo di stupirci di ogni cosa…
Insomma, Buonissima è, come da definizione, buonissima. Con le sue cene, gli eventi, gli incontri: noi ci tenevamo a immergerci in uno dei tanti appuntamenti che animano la città e ci portiamo a casa una serata semplicemente da ricordare.