«C’è più filosofia e saggezza in una bottiglia di vino che in tutti i libri». Pensiamo a quanto una bottiglia possa raccontare di un popolo, di una terra, di una cultura. A quanto possa cambiare nel tempo e a diverse latitudini. A quante storie e sacrifici e idee si porti dietro una singola etichetta. Insomma, Louis Pasteur forse esagerava un po’, ma non è che ci andasse troppo lontano…
Perché parliamo di vino? Perché siamo stati a scoprire un locale relativamente nuovo (10 mesi di vita) che è riuscito davvero a sorprenderci, per tanti motivi, ma per uno in particolare: in mezzo scorre il vino, e tutto il resto vi ruota attorno. Il locale si chiama Il Canto del Gallo, in via Umberto Cosmo 4 (dietro piazza Gran Madre), ed è un wine bar decisamente particolare. Motivo: l’ha creato Fabio Gallo, insieme al fratello Stefano, e questo fa tutta la differenza del mondo.
In che senso? Nel senso che i Gallo sono mattatori di un’iconica gastronomia in zona Santa Rita (quest’anno compie settant’anni), Fabio in particolare è un fuoriclasse del mondo del vino (28 anni da presidente AIS Piemonte), e neanche dodici mesi fa hanno deciso di portare tutta questa esperienza in un delizioso locale affianco alla Gran Madre… Premessa succulenta, dunque siamo andati a esplorarlo per voi.

Partiamo dalle basi, il fulcro di questo Canto è sicuramente la formula “aperitivo”: calice di vino accompagnato da un set di preparazioni eleganti e sfiziose; a cui si possono aggiungere ovviamente altri calici (o bottiglie) e una selezione di piatti che vanno dalla tartare all’insalata russa, dalla pasta fresca a tutte le altre ricette firmate da Stefano Gallo. Più che un assolo, si tratta di una melodia che asseconda (peraltro a prezzi appetibilissimi), evolvendo in base al ritmo personale.
«Qui le persone devono sedersi a tavola e godere – ci dice Fabio – A noi interessa solo questo. Abbiamo costruito un locale in cui bere e mangiare bene, senza dover pensare ad altro, lasciando fuori dalla porta tutto il resto». O fuori dal dehors, che presto sarà pronto.
Però sì, la sensazione è un po’ questa: Fabio ha scelto oltre 600 etichette (Il Canto del Gallo è anche enoteca), a cui si somma la selezione al calice, ed è pronto, lui come tutto il team, a consigliarvi, in modo che non dobbiate pensare neanche a questo. Con il supporto della gastronomia curata da Stefano e dalla sua squadra, costantemente aggiornata.

Noi in tutta questa serenità ci immergiamo volentieri (peraltro degustando champagne, che male non fa), e ne approfittiamo per chiacchierare con Fabio. Cosa dobbiamo tenere d’occhio in Europa del mondo del vino per sembrare preparati? «Bianchi spagnoli: sono coerenti con il contemporaneo, beva facile, diretti… Ma anche i bianchi della Loira: stanno producendo etichette interessantissime…». E in Italia? «Guardate pure al Piemonte perché siamo sempre un passo avanti». E qua dentro? «Poche “mode”, tanta concretezza, il vino è la cosa più gioiosa e seria del mondo».
Insomma, finalmente abbiamo trovato un wine bar come piace a noi, che fa divulgazione sul complesso mondo del vino, che ti stuzzica con una formula easy al calice (sarà difficile non ordinarne altri), ma che allo stesso tempo completa il tutto con un menu brillante e ampio il giusto. Il Canto del Gallo, dunque, è il luogo ideale per recuperare il piacere di un pasto/aperitivo fatto come si deve, in cui il vino sicuramente è protagonista, spalleggiato da una proposta food intelligente e ben assortita.
Dritto in wish-list.
IL CANTO DEL GALLO
Tel. 338.5995718

(foto FRANCO BORRELLI)
(Servizio publiredazionale)
