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Laigueglia

A Capo Mele, il Museo della Spiaggia e sulla spiaggia

di Laura Sciolla

Estate 2021

LA SPIAGGIA NON È SOLO UN LUOGO DI SVAGO E RELAX. DAL SUO CONTESTO POSSONO NASCERE SPUNTI INTERESSANTI PERCHÉ TURISTI E STUDENTI POSSANO VIVERE UN’ESPERIENZA EDUCATIVA E FORMATIVA SULL’AMBIENTE MARINO. COSÌ È NATA L’IDEA DEL MUSEO DELLA SPIAGGIA, A LAIGUEGLIA, CHE PORTA LA FIRMA DEL VULCANICO PATRON DEI BAGNI CAPO MELE, LIVIO LOVISONE

A Capo Mele, a Laigueglia, nel cuore della Liguria, si trova l’omonimo stabilimento balneare, spiaggia pluripremiata che propone un’offerta turistica ricca di tradizione, prodotti del territorio, cucina, intrattenimento serale e arte. Arte? Ebbene sì, perché proprio la spiaggia può riservare non poche sorprese.

Se, infatti, si cambia appena il punto di vista e si guarda oltre gli ombrelloni, le sdraio, i bambini che giocano e gli adulti che si rilassano – ovvero la tipica immagine balneare, quella che tutti bramano durante l’inverno e che, con la bella stagione, diventa realtà – è possibile scoprire che la spiaggia in realtà vive tutto l’anno. «Perché la spiaggia è vita: gli animaletti che la abitano, i tronchi portati dalle mareggiate, le onde. E poi ci sono i poeti, gli scrittori, i  pittori che dalla spiaggia hanno tratto la loro ispirazione».

Qualche anno fa Livio Lovisone, torinese, architetto, artista e titolare dei Bagni Capo Mele – già noto per aver recuperato il giglio di mare e altre varietà botaniche tipiche dei litorali sabbiosi – ha così promosso un nuovo modo di vedere la spiaggia. In collaborazione con il CNR di Sesto Fiorentino e le Università di Genova e Firenze, è nato il Museo della Spiaggia, con sede ai Bagni Capo Mele di Laigueglia.

Lo compongono, da una parte, elementi tangibili, dato che il museo conserva ed espone esemplari significativi di materiali abbinati ai fenomeni meteorologici che li hanno prodotti: ad esempio oggetti salati, sbiancati e levigati dalla permanenza in mare, che certo non costituiscono un patrimonio oggettivo con valore venale, ma esprimono un valore evocativo e simbolico per stimolare approfondimenti di conoscenza e memoria soggettiva da parte di chi li osserva. Numerose e impressionanti sono anche le foto che immortalano le più significative mareggiate che si sono abbattute su queste coste. «È un modo per far conoscere questo tratto di mondo compreso tra il mare e la terra: sperimentando un nuovo modo di fare museo e andando a raccontare cosa significa fare ricerca dello spirito di un luogo», spiega Livio Lovisone.

Visto poi che, al giorno d’oggi, una visita è sempre di più basata sul concetto di esperienza, Livio Lovisone ha anche previsto un laboratorio sensoriale sul sale, uno dei simboli del mare e della spiaggia, elemento che racchiude mistero ed esoterismo, oltre che essenza del gusto. I visitatori del Museo della Spiaggia possono così fare un “viaggio nel sale”, vivendo un’esperienza che li coinvolgerà attraverso video, immagini e un calendario di convegni.

Le spiagge sono però anche luogo di conoscenza, scambio commerciale e culturale tra navigatori diversi; parlare di spiaggia significa quindi parlare di mitologia, tradizioni, economia, cultura, e al Museo della Spiaggia sono tanti gli spunti di riflessione.

«Ogni spiaggia ha una storia da raccontare. Il nostro obiettivo è creare un format replicabile in altri lidi, in Liguria, certo, ma anche in altre regioni e all’estero. Il mondo “balneare” è davvero affascinante: il nostro museo ci permette di rendere visibile questa realtà, promuoverne la conoscenza e la fruizione, trasmettere messaggi  e  informazioni, creare forme di collegamento tra risorse esistenti, diversificare l’offerta delle iniziative e sviluppare la memoria collettiva di una comunità che si prende cura di un territorio». Tutto sulla spiaggia.

 


Concepito e coordinato dall’architetto Livio Lovisone, il progetto start-up del Museo della Spiaggia vede il coinvolgimento di numerose realtà: l’associazione Fiori di Spiaggia, la cooperativa Spiagge 4.0 di Ceriale, con la collaborazione dell’Università di Genova, Facoltà di Architettura e Design, sezione Paesaggio con la professoressa Adriana Ghersi, il Dipartimento Architettura e Design con la professoressa Raffaella Fagnoni e il Dipartimento per lo Studio del Territorio e delle sue Risorse con il professor Luigi Minuto; inoltre l’Università di Firenze, Dipartimento di Scienze e Tecnologie del Legno con il professor Marco Togni; infine il CNR di Sesto Fiorentino, con l’Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie arboree con il professor Nicola Macchioni e la collaborazione di Lorena Sozzi e Simona Lazzeri.

Partito quest’anno, il Museo della Spiaggia dovrebbe venir ultimato, almeno in questa prima fase, nel 2022.


 

MUSEO DELLA SPIAGGIA

Tel. 335.266477

Sito: www.capomele.it

Mail: info@capomele.itmuseo@capomele.it

 

(Foto di MUSEO DELLA SPIAGGIA)