Nome completo: Destinations for All 2025 – World Summit on Accessible Tourism (WSAT). Di cosa si parla? Del più importante appuntamento internazionale dedicato al turismo accessibile e inclusivo, un appuntamento che celebra il diritto universale alla scoperta e alla mobilità. Perché lo menzioniamo? Perché dal 5 al 7 ottobre ha trasformato Torino nella capitale mondiale del turismo accessibile, ospitato al Centro Congressi del Lingotto.
E noi vi abbiamo raccontato la mattina del 6 ottobre qui. Ma adesso che questa terza edizione si è conclusa, non ci resta che tirare le fila e dare i numeri, tutti quelli che hanno caratterizzato questo summit internazionale.
3 le giornate di confronto, formazione e networking che hanno messo al centro l’accessibilità come leva strategica di sviluppo economico, sociale e territoriale. Oltre 400 i delegati provenienti da 30 Paesi del mondo, tra cui 85 operatori che hanno preso parte allo speciale evento B2B il 5 ottobre. Un unico obiettivo: lavorare a un progetto comune di turismo sempre più inclusivo. E per ora, secondo il Rapporto sul Turismo Accessibile ed Inclusivo esposto durante il Summit, il settore è in piena espansione sia in Europa che in Italia, un quadro che fa emergere accessibilità e inclusione come leve strategiche di competitività e reputazione internazionale, frutto di una sinergia virtuosa tra settore pubblico e privato.
Punto e a capo. Si deve migliorare ancora. Per questo motivo la terza edizione del Summit si è chiusa con l’adozione del Torino Manifesto on Tourism for All 2025, documento programmatico che rinnova l’agenda globale del turismo accessibile in continuità con le dichiarazioni di Montréal (2014) e Bruxelles (2018), città ospitanti le precedenti edizioni. Basato sui principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il Manifesto trova il suo fulcro nella Torino Call for Action 2025, che invita istituzioni, imprese, operatori culturali, formatori e sviluppatori tecnologici a rendere l’accessibilità un pilastro strutturale delle politiche e delle strategie del settore.
Tra le azioni indicate spiccano l’integrazione dei principi del Design Universale nella pianificazione delle destinazioni, la formazione obbligatoria per i professionisti del turismo e l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, l’adozione di standard internazionali comuni e la pubblicazione di informazioni chiare e aggiornate sull’accessibilità delle strutture, la co-progettazione delle esperienze turistiche insieme alle organizzazioni di persone con disabilità, lo sviluppo di tecnologie inclusive e soluzioni digitali – dall’intelligenza artificiale alla realtà aumentata – per migliorare autonomia, fruibilità e sicurezza dei viaggiatori.
Il Manifesto propone inoltre la creazione di un Osservatorio Globale sul Turismo Accessibile, con il compito di monitorare i progressi, condividere buone pratiche e fornire orientamenti alle destinazioni di tutto il mondo.
Insomma, il Summit – organizzato da CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà e da IsITT – Istituto Italiano per il Turismo per Tutti, in collaborazione con UN Tourism e con il supporto di Regione Piemonte, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Camera di Commercio di Torino e Agenzia Italiana per la Gioventù – ha promosso e condiviso le best practices di accessibilità nel settore turistico di oggi e domani.
Perché il turismo accessibile non è un tema da rinviare. Servono strumenti evoluti, progetti coraggiosi e tavoli di confronto qualificati. È un dialogo che riguarda il mondo intero e lo abbiamo visto qui a Torino, città che si conferma punto di riferimento mondiale per la riflessione sul turismo per tutti, capace di integrare innovazione, sostenibilità e inclusione.
Costruire un turismo senza barriere è una strada concreta, percorribile e ricca di valore per l’intera comunità.
