La mattina del 26 novembre, presso Urban Lab, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di DisFestival 2025, la manifestazione organizzata da CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà, che dal 29 novembre all’8 dicembre animerà Torino con una serie di eventi dedicati all’inclusione. Dopo il successo della prima edizione il festival torna con un programma ancora più ricco e ambizioso, ruotando attorno alla Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre.
A moderare l’incontro Alberto Manzo che, come prima cosa, ha illustrato la campagna provocatoria del festival, articolata in affissioni e contenuti social il cui obiettivo è rovesciare gli stereotipi più comuni associati alla disabilità: “Beh, ma i disabili mica lo fanno”, “È disabile, certe cose non le può capire”. Tutte affermazioni legate al claim I pregiudizi parlano forte, la realtà parla meglio, che sintetizza lo spirito dell’iniziativa: smontare le false credenze attraverso la forza dei fatti e delle esperienze concrete.
«Fin dal suo nome, il DisFestival intende ribaltare il significato del prefisso ‘DIS’, spesso associato a una mancanza, per trasformarlo in un segno positivo capace di disfare e disattivare stereotipi e pregiudizi – ha spiegato Maurizio Montagnese, presidente della CPD – Il nostro obiettivo è rendere la disabilità “pop”, accessibile e comprensibile a tutti, perché la disabilità non sia un mondo a parte, ma parte del mondo».
Ovviamente non sono mancati i rappresentanti di Comune e Regione, a testimoniare il sostegno delle istituzioni a una manifestazione come questa: tra loro Silvio Magliano, consigliere regionale, Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche Sociali della Città di Torino, e Marco Musso, in rappresentanza del Welfare della Regione Piemonte.
I loro interventi hanno richiamato un’idea condivisa: grazie al lavoro della CPD e delle istituzioni, la disabilità non è più sinonimo di isolamento ma di partecipazione attiva, sostenuta da leggi, progetti di turismo accessibile, volontariato e partnership pubblico–privato. Il 3 dicembre diventa così il simbolo di una comunità che cambia sguardo, rendendo “normale” ciò che un tempo era considerato eroico e trasformando il DisFestival in un’occasione per promuovere una nuova cultura della disabilità, a beneficio dell’intera società.
Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT, ha ribadito l’importanza del progetto: «Costruiamo ponti. La sfida per una società davvero inclusiva continua a vedere la Fondazione CRT al fianco della CPD. La cura è il filo conduttore del nostro impegno: non semplice assistenza, ma attenzione, responsabilità e partecipazione. In sala ci sono persone di ogni tipo, questo dimostra che stiamo andando nella direzione giusta». Furio Boscolo, presidente della Fondazione Boscolo – altro sostenitore del festival – ha sottolineato come: «L’investimento debba risiedere nelle persone. Il nostro centro rappresenta una realtà aziendale che ha fatto della responsabilità sociale la propria missione. Ci chiediamo sempre: che cosa posso fare per creare un sistema che vada a vantaggio del territorio?».
Sebastiano Pucciarelli, conduttore e autore televisivo che guiderà il talk show inaugurale del 29 novembre alle OGR, ha spiegato la filosofia dell’evento: «Vogliamo essere pop, coinvolgenti senza essere banali. Contenuti e forma sono ugualmente importanti. Daremo parola a persone con disabilità provenienti da diversi mondi, ma anche a ospiti da altri settori come l’impresa, la tv, il teatro e la satira».
Tra gli appuntamenti da non perdere sono stati citati: Oltre il pregiudizio: La bellezza di essere umani, il concerto del 3 dicembre alle 21 nella Sala Gymnasium della Fondazione OMI; la Giornata delle Scuole al Pala Gianni Asti con la premiazione del nuovo concorso nazionale Disattiva i pregiudizi e scrivi il cambiamento del 5 dicembre, realizzato in collaborazione con La Stampa; la presenza del comico Francesco Giorda nei panni di Mr. Pregiudizio, con il rapper cieco Sax insieme all’influencer Videociecato, ai Drum Theatre, alla Scuola di Ballo “Ballo Anch’io” e alla scuola di calcio per ciechi “Insuperabili”. Da non dimenticare i laboratori di pittura gestiti dal Castello di Rivoli e IED per le scuole dell’infanzia e l’installazione collettiva realizzata dall’Accademia delle Belle Arti insieme all’Associazione Forme In Bilico.
Tutti gli eventi del DisFestival saranno completamente accessibili, privi di barriere fisiche, architettoniche e sensoriali, dotati di servizi di sottotitolazione e interpretariato LIS su richiesta. La CPD ha inoltre organizzato un servizio di trasporto gratuito, realizzato in collaborazione con GTT, per permettere alle classi della prima cintura di Torino di partecipare.
Gianni Ferrero, direttore della CPD, ha concluso la conferenza con un sentito ringraziamento rivolto «a tutte le fondazioni e gli sponsor che hanno reso possibile questo festival: Fondazione CRT, Fondazione Boscolo, Fondazione Venesio Ente Filantropico, OPES aps, Vol.To, oltre agli sponsor GE Avio, ASTM Group, Iren e Società Reale Mutua di Assicurazione. Senza il loro supporto, tutto questo non sarebbe stato realizzabile».
Il DisFestival 2025 si presenta quindi come un appuntamento imperdibile per Torino, una città che si conferma all’avanguardia nell’inclusione sociale e nella valorizzazione delle diversità come risorsa per l’intera comunità. Non vi resta che scoprirne il programma qui.
