A partire dal 7 aprile e fino all’8 settembre 2025, il Museo Nazionale del Cinema di Torino ospita, negli spazi del piano di accoglienza della Mole Antonelliana, una mostra davvero unica nel suo genere: Donato Sansone. Metaversi. Curata da Bruno Di Marino, questa esposizione è la prima personale dedicata a Donato Sansone, artista e videoanimatore tra i più originali e irriverenti del panorama contemporaneo.

Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della mostra, introdotta dal presidente del Museo del Cinema, Enzo Ghigo, e presentata dal curatore, dal direttore del museo, Carlo Chatrian, e naturalmente dall’artista in persona che, nonostante l’emozione, ha voluto condividere alcuni pensieri con il pubblico presente: «Abbiamo cercato di fare una sintesi di 20/25 anni di lavori in un’unica mostra contenuta in uno spazio bellissimo come questo. Ho trovato una famiglia nel Museo del Cinema perché sono sempre stati amorevoli e professionali con me; perché mi hanno reso felice facendo questa mostra. Spero che vi divertiate, perché l’arte per me è soprattutto una forma di intrattenimento che deve far ridere e deve dare piacere alle persone che la guardano».

Sansone è un artista fuori dagli schemi: la sua produzione spazia dai cortometraggi d’animazione ai videoclip musicali (collaborando con artisti come Subsonica, Manuel Agnelli, Afterhours e Verdena), dagli spot pubblicitari agli esperimenti audiovisivi destinati al web. Le sue opere sono un concentrato di surrealismo, ironia e provocazione, spesso realizzate con tecniche miste tra disegno manuale e strumenti digitali, come Photoshop e After Effects, che Sansone utilizza con straordinaria maestria.
Attraverso i suoi lavori, l’artista decostruisce l’immagine tradizionale del corpo e del reale: corpi scomposti, trasformati, ipersessuati o cyborg, che si fondono e si scontrano, diventano simbolo di una società in trasformazione, tra estetica, desiderio e critica sociale. Il suo stile, che lui stesso definisce “artigianale e digitale”, rompe con le convenzioni e invita chi guarda a confrontarsi con l’imprevisto, lo spiazzamento e, spesso, con un’ironia tagliente.

La mostra si sviluppa quindi come un viaggio immersivo dentro i Metaversi sansoniani, una pluralità di mondi visivi e concettuali, ciascuno con le proprie regole e provocazioni, fatti di immagini in movimento, disegni originali, installazioni e stampe digitali. Ogni sezione della mostra è una porta su dimensioni diverse, in cui il comico si mescola con l’horror, il fisico con l’immateriale, l’erotico con il grottesco, il tutto attraversato da una carica sovversiva che non lascia indifferenti.

Stasera, 7 aprile, al Cinema Massimo, alle ore 20.30, alla presenza di Bruno Di Marino e Donato Sansone, serata di proiezioni con alcuni dei film più rappresentativi dell’artista per immergersi fin da subito nella sua poetica e lasciarsi sorprendere dalla forza visiva e concettuale dei suoi lavori.
