Martedì 17 marzo siamo stati alla conferenza stampa di presentazione del nuovo album dei Subsonica dal titolo Terre Rare, in uscita venerdì 20 marzo. Sul palco ovviamente Samuel, Max Casacci, Boosta, Ninja e Vicio, per raccontare alla stampa un po’ di questo nuovo progetto.
Nonostante qualche problema con i microfoni, la situazione è di quelle belle e internazionali, che non capitano così spesso. L’aura dei Subsonica passa davvero sopra ogni cosa, e si abbina perfettamente al fascino dell’Accademia delle Scienze. Sala semplicemente sold out, così come il programma di Cieli su Torino 96-26, e come buona parte del tour di questo nuovo album che celebra i trent’anni di una band iconica. Ultimati i convenevoli, bello entrare subito nel vivo di Terre Rare.
Non era scontato produrre questo album, ma la carriera dei Subsonica non è fatta di scelte semplici. «“Terre rare” – ci dicono – è un po’ il secondo step di una nuova vita della band, iniziata con “Realtà aumentata”, e che anticipa le prossime evoluzioni».
Una delle prime cose che ci è venuta in mente dopo l’ascolto in anteprima di Terre Rare è che sia un album ostinatamente controcorrente rispetto al lessico delle classifiche, ma allo stesso tempo fortemente coerente con l’anima libera e iconoclasta dei Subsonica. «Però, se ci pensiamo, è proprio da questa voglia di non inseguire le classifiche, ma noi stessi, che è nato negli anni tutto il nostro lavoro».
Terre rare è un album maturo non solo per una questione anagrafica, ma di libertà. È un altro disco molto Subsonica, indipendente nel pensiero e profondamente innamorato delle proprie idee. Un’operazione di autenticità e consapevolezza. Si evince bene anche dalle parole di Samuel: «Fare lavori da solista mi ha fatto capire che la mia voce è quella dei Subsonica e non può più essere altro; anzi non voglio che sia altro, perché è uno degli strumenti della band».
Abbiamo avuto anche la fortuna di vedere (e ascoltare) il video di Straniero, traccia molto interessante con il featuring di Tära, un pezzo particolarmente attuale e impegnato, forse ancora più azzeccato oggi rispetto a quando è stata scritta la canzone. In un mondo in cui la guerra diventa sempre di più un videogioco o un film da commentare, da Alex Garland a tanti musicisti, tra cui i Subsonica, è tornato centrale il tema di raccontare i conflitti per come sono, quindi semplicemente inaccettabili; probabilmente ce n’è bisogno…
Ma sono tutte le tracce di questo album a stupire, noi non vi diciamo molto di più… A parte che non vediamo l’ora di sentirle live. Chiaro, molte date sono sold out, ma di biglietti ce ne sono ancora, quindi affrettatevi.
