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Daniela Foresto

Il ritratto fotografico che racconta la nostra storia

di LAURA SCIOLLA

È NEI RITRATTI IN BIANCO E NERO CHE LA SUA ARTE FOTOGRAFICA TROVA LA MASSIMA ESPRESSIONE. DANIELA FORESTO È UNA DEI PIÙ APPREZZATI FOTOGRAFI RITRATTISTI TORINESI, DA DIECI ANNI IMPEGNATA, ATTRAVERSO I SUOI SCATTI, A RACCONTARE STORIE, A RESTITUIRE PEZZI DI VITA. È L’ANIMA DELLE PERSONE A ESSERE CATTURATA DALL'ARTISTA, CHE COSÌ LA CONSEGNA AL FUTURO

Tre fratelli uniti in un abbraccio, una coppia che si sfiora, una donna dai lunghi capelli ondulati in una posa vera, sentita. Varcando la porta a vetri dell’atelier di Daniela Foresto, mille occhi ti osservano. Sguardi profondi, dietro ai quali, dentro ai quali, si possono leggere storie infinite: d’amore, di orgoglio, di ambizioni, talvolta. «Sono dieci anni che racconto le persone attraverso le mie fotografie. Ho spesso la sensazione che la parte più autentica del mio lavoro sia proprio restituire loro un pezzo di storia. Una riflessione, questa, che acquista ancora più valore oggi, dal momento che si è ormai abituati a fissare i momenti della nostra vita unicamente dentro a un telefono. Abbiamo perso l’abitudine di stampare le fotografie, ma non ci rendiamo conto che, seguendo questa tendenza, il futuro potrebbe trasformarsi in un Medioevo digitale – come già stanno anticipando gli esperti – con tanto materiale che nessun device sarà in grado di leggere».

Senza tempo resta invece la stampa fotografica, soprattutto quella realizzata in bianco e nero su carte artistiche, in grado di mantenere negli anni tutta la sua bellezza e il suo significato. Spiega Daniela Foresto: «Perché mi chiedono di fare un ritratto? Per conservare un ricordo di sé. Ho dei clienti che ogni anno mi chiedono di ritrarli, quasi a immortalare un percorso di vita. Altri che, dopo tre o quattro anni dal primo servizio fotografico, tornano perché io possa “raccontare” il loro bambino diventato adolescente. Io mi metto a loro disposizione per fissarne la storia, per restituire delle immagini vere che raccontino la loro vita».

La fotografa racconta infatti come ogni nuovo shooting sia per lei un obiettivo importante: cogliere l’essenza del singolo, della famiglia o della coppia che le si presenta davanti: «Passione per questo lavoro e interesse per l’umanità guidano da sempre la mia mano. Ma per realizzare una foto autentica devi sentire. La fotografia è capire chi ti sta davanti, entrare in empatia, far nascere un’alleanza emotiva. Si dice “sala posa” ma si tratta di realtà, qui non c’è recitazione: è un confine sottile quello tra la posa guidata dalla mia cifra stilistica e quella verità che un fotografo deve saper cogliere se vuole leggere una vita e raccontarla nello scatto».

Arturo Brachetti

Tante storie sono passate nello studio fotografico della Gran Madre: c’è la famiglia che ha espresso una tale bellezza di sentimento da aver visto trasformare il suo shooting in un intero libro (per il progetto di Daniela Foresto Ritratti di famiglia); c’è chi si è presentato in sala con la convinzione di non essere assolutamente fotogenico e si è ritrovato in una fotografia coinvolgente e profonda; chi ha voluto scattare un ricordo con il suo cane, «che non può mancare quando l’animale domestico fa parte della storia familiare». Di ogni soggetto Daniela Foresto riesce a cogliere l’essenza con ritratti unici e pieni di emozioni. Che siano poi stampati su carte artistiche o tele di grandi dimensioni, riposti in scatole ricordo di fattura artigianale o collezionati in album in versione mignon, l’obiettivo è uno solo: conservare il ricordo del presente. E consegnarlo all’eternità.

Penso di aver restituito molta storia all’umanità, fotografando e stampando ritratti senza tempo.

DANIELA FORESTO

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(Foto di ARCHIVIO DANIELA FORESTO)