Si è ufficialmente concluso il 43° Torino Film Festival e ora possiamo dirlo: che bella edizione! Già non vediamo l’ora di abbracciare il TFF 2026 (confermato Giulio Base alla guida) che sarà dedicato l’anno prossimo all’immortale Marilyn Monroe.

Ma torniamo a quest’anno. Abbiamo visto dei red carpet clamorosi (dal mito Spike Lee a tutti gli altri), un sacco di bei film, abbiamo incontrato piccoli e grandi registi da ogni parte del mondo felici di godersi Torino e questo Festival… Ai detrattori che non lo hanno capito diciamo solo una cosa: probabilmente non vi garba più di tanto il cinema, perché tra sale piene e tanti film d’autore, le pellicole sono state le vere protagoniste di questa edizione.
E a proposito di film, andiamo a esplorare uno alla volta i titoli premiati più interessanti del TFF (sperando di rivederne prima o poi qualcuno in sala…).
Lungometraggi
Il premio per il miglior film lo vince The Garden of Earthly Delights di Morgan Knibbe. Un’opera dura e magnetica, ambientata in una Manila feroce, carnale, disorientante, capace di fagocitare i suoi personaggi con una violenza e una poesia rare. Che forza.

Il premio speciale è andato al film Ida Who Sang So Badly Even the Dead Rose Up and Joined Her in Song di Ester Ivakič. Letteralmente “Ida che cantava così male che persino i morti si sono alzati e si sono uniti a lei nel canto”, ovvero l’affascinante modo in cui questa regista slovena ha deciso di raccontare il rapporto tra infanzia e lutto. Mica facile.

La miglior sceneggiatura ad Ailleurs la nuit di Marianne Métivier. Un bell’intreccio, costruito con mano e sensibilità dalla regista franco-filippina, intenta a raccontare dubbi, direzione ed emozioni di quattro donne diverse e simili.

Premio per le migliori performance a Sadie Scott (in Fucktoys) e Maria Wróbel (in Que ma volonté soit faite), entrambi bravissimi e perfettamente a loro agio in due film diversi, ma ugualmente visionari (in ogni senso).
Documentari
Premio per il miglior film a Seeds di Brittany Shyne. Un film che era un po’ un underdog, il ritratto del mondo dell’agricoltura visto dagli occhi di tre generazioni di lavoratori afroamericani, tra grandi fatiche e piccole, ma determinanti, gioie del quotidiano.

Cortometraggi
Premio per il miglior film a What have you done, Zarina? di Camila Sagyntkan. Una gravidanza indesiderata diventa lo specchio di una società che condanna al silenzio e alla vergogna, e che preferisce portare alla distruzione che salvare la propria umanità.

Premio speciale della Giuria a 175 di Sepehr Nosrati. L’avevamo adocchiato subito: un corto claustrofobico fatto di ambienti stretti e tensioni sociali che chiude buona parte della Svezia di oggi in quattro mura.

Ci fa piacere anche segnalare che il Premio Achille Valdata per il miglior Lungometraggo (assegnato dalla giuria dei lettori di TorinoSette) è andato a Fucktoys di Annapurna Sriram, uno dei film che più ci ha sorpreso durante questa edizione, ne abbiamo parlato un po’ qui.
L’elenco di tutti i film premiati, così che possiate metterne un po’ in agenda, lo trovate qui.
