Il futuro di una città, di un Paese, e così anche quello di Continente, si costruisce attraverso progetti nel medio-lungo periodo, anche quando si parla di efficientamento energetico e politiche ambientali (anzi soprattutto!). L’Europa ha fissato un obiettivo chiaro: ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030. E in questo senso l’energia solare rappresenta un attore fondamentale: nel 2022, per la prima volta all’interno dell’UE, il solare ha prodotto più elettricità del carbone; e a giugno 2025 ha raggiunto un record storico, coprendo il 22,1% del mix elettrico totale, con Germania e Spagna a guidare la classifica dei Paesi per numero di impianti installati. Numeri che indicano con determinazione che l’obiettivo europeo di avere entro il 2030 il 45% dell’energia da fonti rinnovabili non è poi così irraggiungibile.
E il tema non riguarda “solo” l’ambito economico, ma anche la politica: produrre energia pulita e autonoma permette di ridurre la dipendenza dalle importazioni, aumentando la sicurezza energetica dell’Europa, cruciale in periodi di volatilità dei prezzi.
E l’Italia? Va fortissima sul fotovoltaico, ma decisamente troppo piano con le altre forme di energia rinnovabile, e in parte anche con i propri processi di decarbonizzazione. Basti pensare nel 2025 sono oltre 2 milioni gli impianti fotovoltaici connessi alla rete: un traguardo storico che da una parte conferma come l’energia solare in Italia sia oggi una parte fondante del sistema energetico; dall’altra evidenzia la differenza di passo con le altre alternative “green”.
In particolare, il settore del fotovoltaico prospera grazie ai grandi impianti, ma soprattutto attraverso la proliferazione di grandi e piccoli impianti sui tetti, più facili e veloci da installare, e oggi faro della trasformazione energetica del continente.
Ne abbiamo esempi emblematici anche sul nostro territorio, ci viene in mente il caso di SAN – Stamperia Artistica Nazionale, realtà storica del torinese che ha recentemente affrontato un’importante ristrutturazione aziendale (a 360°) che non poteva non riguardare anche percorsi di efficientamento energetico e decarbonizzazione. Perché citiamo questa case history? Perché SAN è un’azienda con cento anni di storia, dal DNA decisamente industriale, che ha compreso l’importanza di evolvere per sopravvivere, e di adattare i propri paradigmi a un futuro non da spettare, ma da costruire. Non è un caso che tra gli obiettivi di SAN ci sia un’efficienza energetica che giusto trent’anni fa sarebbe stata accolta come un’utopia, mentre oggi viene accompagnata da investimenti giganteschi che hanno consegnato alla Stamperia un impianto fotovoltaico da 500 kWh. Un doveroso biglietto per il futuro e l’ennesimo gradino di una storia industriale lunga cento anni.
Insomma, ce lo dicono i numeri, l’Europa e perfino la Stamperia Artistica Nazionale: l’efficientamento energetico è una strada obbligata e possibile, salvo che ci sia la volontà concreta di raggiungere questo obiettivo.
