Una città si dimostra attrattiva quando le aziende top level la scelgono per progetti altamente innovativi, quelli in grado di imprimere una svolta. Ed è ciò che sta accadendo per il comparto turistico, dove – complici i cinque anni (minimo) di Nitto ATP Finals – è sbarcata la corazzata Gattinoni in pieno centro, con gli oltre mille metri quadrati del nuovo hub di via Cesare Battisti. Qualcosa in più di un’“eccellente agenzia di viaggio” (sebbene naturalmente ci sarà anche quella), piuttosto un ambizioso centro operativo con la presenza delle divisioni strategiche: MICE (Logistics, Live Communication, Healthcare, Made in Italy), Business Travel, prodotto Travel, Mondo di Vacanze e MyNetwork.

Tante proposte (e soluzioni) per le aziende, il mondo degli eventi (dove si attende una forte ripartenza) e il grande pubblico. I numeri del Gruppo sono eloquenti: 450 collaboratori, un milione di persone in viaggio in un anno, 50mila giri del mondo fatti dai clienti business in 12 mesi, 31 agenzie di proprietà e 1500 in partnership. A Torino lavoreranno in 60 con due obiettivi dichiarati: creare il miglior volano turistico possibile per le ATP Finals e rilanciare la cultura del viaggio e degli eventi in una città bella da far innamorare, con tante nuove opportunità.

Franco Gattinoni, fondatore e presidente, ci parla di una scelta coraggiosa e sfidante: «A Torino eravamo già presenti e conosciamo la città, per questo abbiamo pensato a una formula che rappresentasse un concetto nuovo di agenzia di viaggi, con tanti servizi per aziende e privati, sale meeting, una lounge e collegamenti con gli aeroporti. Per avere questo serviva una sede nel cuore della città e occorreva affrontare investimenti importanti. Abbiamo fatto tutto con l’amore e la pro- pensione per le sfide: lo spirito che ci ha sempre distinto dal 1983, anno della nostra fondazione. Il rapporto con FIT ci ha confortato fin dall’inizio per intraprendere questa strada, per Torino e Gattinoni si tratta di un’occasione formidabile: un progetto sportivo e turistico che durerà almeno cinque anni».

Quindi lavorerete molto sul segmento incoming, “vendendo” Torino e il Piemonte a un pubblico nazionale e internazionale, in buona parte nuovissimo?
«Esatto. Torino e il Piemonte possono rappresentare una grande novità per una clientela ampia e selezionata. Non c’è ragione, per le sue bellezze e per le indiscusse eccellenze, che questa non sia una destinazione di prima fascia a livello internazionale. Per noi è strategico il concetto di experience, quello strumento che per- mette di far conoscere e apprezzare pienamente lo spirito di un luogo. E questo territorio ha veramente tantissimo: arte, tradizioni, gastronomia, eleganza, bellezza. Non lavoreremo certamente da soli, ma con tutti i partner di livello che ci offriranno idee, proposte e opportunità. Il successo di una località turistica è sempre un successo collettivo».
Programmazione ma anche accoglienza?
«Sicuramente. Gli ospiti troveranno tutti i servizi necessari per godere pienamente delle esperienze del territorio, anche se rimarranno a Torino solo pochi giorni. Il nostro hub – collegato con navette da e per l’aero- porto, verso gli alberghi e la sede di gara – sarà il cuore di tutto, con la lounge sempre operativa, il punto informativo, due megaschermi per ammirare la città ed essere costantemente collegati con la venue, servizi di assistenza in tutte le lingue».
A cinque mesi dalla sfida, si sente ottimista?
«Certamente. E siamo anche consapevoli della responsabilità che ci aspetta, in particolare per la prima edizione delle Nitto ATP Finals. Se il risultato sarà positivo già dal debutto, avremo segnato la rotta. Torino sarà una scoperta stupenda, come lo è stata per noi: una città che non è solo molto bella e interessante, ma è anche seria, organizzata, da sempre capace di capitalizzare bene le grandi occasioni».
Il punto di forza di Gattinoni deve essere la costante attenzione al singolo cliente, sommata a una tecnologia in grado di operare ovunque in tempo reale
Torniamo allo stile Gattinoni, in cosa sarà diversa la vostra proposta per i viaggiatori torinesi?
«Noi puntiamo molto sulla nostra piattaforma tecnologica, che ci permette di essere collegati con il mondo offrendo sempre e solo le migliori opportunità. E il nostro deve essere un prodotto completo, dalla biglietteria al pacchetto organizzato, dalle soluzioni tailor made a quelle per le aziende. Perché le agenzie si affermino e vadano incontro al mercato serve, però, un ricambio culturale che sappia sfatare pregiudizi e luoghi comuni. Ricordando innanzitutto che il nostro lavoro è una garanzia per il cliente, cliente che tuteliamo sempre in prima battuta. Ma noi dobbiamo anche lavorare, attraverso le nostre competenze, su tutte le piattaforme disponibili. Il cliente che viene da Gattinoni qualche volta può spendere di più, comunque sempre a fronte di servizi migliori, ma accade anche il contrario, perché sappiamo lavorare e selezionare le opportunità più convenienti. La nostra competenza ci porta a conoscere che cosa è meglio per lui, con tariffe ottimali e flessibili. Il punto di forza di Gattinoni deve essere la costante attenzione al singolo cliente, sommata a una tecnologia in grado di operare ovunque in tempo reale».

Come sarà il mondo del travel post COVID?
«Complesso, anche se andrà verso una sempre più profonda riapertura nei prossimi mesi. Alcune destinazioni sono già COVID free, la maggior parte lo sarà entro l’estate. Ma proprio per l’evoluzione del quadro l’attività delle agenzie sarà strategica, per conoscenza, rapidità nel suggerire l’offerta, capacità di prevenire i problemi. Mi auguro solo che non prevalgano demagogia e populismo. Il turismo, incoming e outgoing, è un asset eco- nomico e culturale da proteggere e valorizzare».
Come nasce in Franco Gattinoni la passione per il viaggio?
«È nata con me. Ho iniziato a lavorare giovanissimo e non avevo risorse economiche per mettermi in gioco da solo. Così sono andato dai migliori per imparare, per dare una risposta al mio desiderio di conoscere il mondo. A 20 anni ero già autonomo, la mia storia è cominciata così».
E la sfida continua a Torino, per accogliere e riprendere a viaggiare, in un nuovo hub dove non sono previste frontiere.
Per maggiori informazioni visitare il sito.
(Foto GATTINONI)


