Ti svegli, hai voglia di qualcosa “di buono”, ma anche cool, da postare magari. Entri da Gerla Green e capisci subito che sei nel posto giusto: luci calde, arredi minimal, legno chiaro, ciotole colorate che sembrano fatte apposta per spopolare su Instagram. Ma non è solo una questione di estetica. Gerla Green, l’ultimo nato del gruppo Gerla 1927, è un manifesto di come la ristorazione possa parlare il linguaggio delle nuove generazioni senza scadere nel già visto.

Il direttore generale del Gruppo Gerla 1927, Stefano Chiodi Latini: «Gerla Green nasce da un modello imprenditoriale pensato per generare impatto. Non è un semplice ristorante, ma “un progetto culturale” con un format replicabile e sostenibile, nel senso più ampio del termine. Se sarà un prototipo che porterà alla strutturazione di una “costola” di Gerla 1927 o se tra 20 anni tutto il gruppo sarà totalmente orientato al green non lo sappiamo ancora. Di certo guardiamo al futuro».
Ecco, ma nello specifico che significa la parola “green” affiancata a Gerla? Anzitutto sottolinea la presenza in menu di svariate proposte vegetariane, delizie pensate per attirare amanti del veg e non: dalle polpette di zucca o barbabietole ai burger vegetali preparati abbinando la fornitura di Emporio Vegetale e il pane fatto in casa, fino ai poke vegetariani preparati a vista. Un’offerta a cui si aggiungono anche gustosi bowl proteici, da provare a colazione o pranzo, le diverse combinazioni di sushi (ricordiamo che anche Suki fa oggi parte del gruppo Gerla), le proposte raffinate pensate per l’aperitivo, il tutto in un setting curato e contemporaneo.

«Di grande tendenza sono i smørrebrød tipici della Danimarca. Si tratta di un panino aperto, composto da una fetta di pane di segale imburrata e guarnita con vari ingredienti, come vitello tonnato, avocado, tonno, gamberetti e tante altre ricette». Proposte da accompagnare a bevande BIO, a cominciare dai succhi di frutta 100% nettare provenienti dal Trentino, e tante etichette di vino, per la maggior parte con la certificazione BIO. E ovviamente non poteva mancare all’appello la pasticceria: «Se Gerla 1927 è nota per gli iconici dessert, qui il focus è rivolto decisamente alla tradizione: le torte fatte in casa e i tiramisù vanno a ruba, semplici e irresistibili».

Gerla Green è il tipo di locale che mancava a Torino, e che finalmente parla la lingua di chi cerca un indirizzo dove lavorare, incontrarsi, mangiare sano e bene in orario continuato dalle 7 alle 21. E di chi crede nella sostenibilità, perché qui tutto – dagli ingredienti al packaging plastic free, fino alla comunicazione – è coerente, rispettoso dell’ambiente e moderno. Un progetto che guarda avanti, con uno staff tutto al femminile, senza dimenticare le proprie radici e quell’artigianalità che Gerla porta avanti praticamente da cento anni.
Gerla Green, l’ultimo nato del gruppo Gerla 1927, è un manifesto di come la ristorazione possa parlare il linguaggio delle nuove generazioni
Il Gruppo Gerla rappresenta un’eccellenza nel panorama della ristorazione torinese, con una storia che affonda le radici nel lontano 1927
GERLA GREEN
Corso Vittorio Emanuele II, 78 – Torino
Orario continuo 7:00–21:00, dal lunedì al sabato

(foto MARCO CARULLI)
(Servizio publiredazionale)
