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Falgar: Giornata della Terra 2024

tra welfare, equivoci e spunti interessanti

OGGI 22 APRILE È LA GIORNATA DELLA TERRA. NE APPROFITTIAMO PER DIBATTERE SULLA NECESSITÀ DI PRENDERSI CURA DEL PIANETA E DELLE PERSONE. ANCHE CON I PROFESSIONISTI DI FALGAR

La Giornata della Terra viene celebrata in quasi 200 paesi del mondo un giorno e un mese dopo l’equinozio di primavera, ovvero il 22 aprile. Il concetto di Giornata della Terra nasce, a dire il vero, nel 1962, dopo la pubblicazione del libro Primavera silenziosa (della biologa Rachel Carson), che sarà poi uno dei manifesti dell’ambientalismo globale. Il termine prende quindi piede in quegli anni, ma è solo nel 1969 che l’attivista John McConnell, in una conferenza dell’UNESCO a San Francisco, propone di creare una giornata dedicata alla Terra.

All’epoca il tema era (non secondo la Carson ovviamente) più che altro un argomento concettuale e di buoni propositi, che spesso si accompagnava lecitamente al discorso sulla pace, sull’uguaglianza dei popoli… Poi nel tempo, sempre di più, è diventato evidente che le riflessioni sulla Terra non fossero un fatto “etico”, ma pratico. Così, oltre ai concerti e alle belle iniziative di aggregazione, nel corso delle decadi la Giornata della Terra è diventata soprattutto un momento di dibattito, un luogo fisico o virtuale in cui incontrarsi per parlare di norme, linee guida, indicazioni fondamentali per il futuro dell’uomo e del nostro pianeta.

Un equivoco fondamentale: non sarà il mondo a perire se non riusciremo a prenderci cura della Terra, ma sarà l’umanità. Il pianeta Terra si è d’altronde sempre adattato anche a grandissimi stravolgimenti. Dobbiamo smetterla di pensare alla salvaguardia ambientale come a un qualcosa che non ci riguarda; è un ragionamento errato: siamo noi al centro del palcoscenico (e non stiamo ballando benissimo).

Azzardiamo un parallelismo: la volontà di prenderci cura della Terra è un po’ come scegliere di investire nel welfare della propria azienda. Per alcuni può sembrare una spesa o un “hobby”, invece è proprio un investimento (peraltro necessario) atto a proseguire. Altro equivoco: implementare il welfare aziendale non provoca un effetto in stile rospo-bacio-principe, ma è semplicemente uno step. Non trasforma aziende arrancanti in brillanti imprese, ma è un passaggio tecnico-evolutivo importante. Così come anni fa tutti abbiamo dovuto dotarci di computer per i nostri uffici, oggi le imprese sono chiamate ad avvalersi di strategie di welfare; e forse sarebbe più facile se intendessimo il welfare come uno strumento e non come un etereo plus.

Azzardiamo un parallelismo: la volontà di prenderci cura della Terra è un po' come scegliere di investire nel welfare della propria azienda

Equivoco fondamentale (pt.3): welfare non significa genericamente prendersi cura dei propri lavoratori. Non significa essere più gentili o magnanimi o larghi di manica, tant’è vero che la leva economica (aumenti salariali o affini) spesso non è una voce del piano. Welfare aziendale significa analizzare esigenze e caratteristiche dei lavoratori e del luogo di lavoro, e strutturare di conseguenza strategie e implementazioni per migliorarle il più possibile.

È un approccio virtuoso ovviamente, ma non è liquido: ha struttura, obiettivi precisi, timing, prevede dei budget e dei professionisti che se ne occupino. Specialmente quando questi piani di welfare incontrano (e lo fanno nella stragrande maggioranza dei casi, soprattutto in ottica di società benefit e di tutto il mondo conseguente) i temi ESG, ovvero di ambiente, ambito sociale e governance.

È qui che si mettono a terra le soluzioni: perché viene da sé che occuparsi del benessere di chi lavora con noi inevitabilmente ci porterà a intraprendere percorsi di tutela ecosostenibile, ci condurrà a ragionare e affrontare tematiche sociali e, forse il più evidente dei tre passaggi, necessiterà di un ragionamento sull’organizzazione e gestione del lavoro stesso (la governance appunto).

Messi insieme tutti questi tasselli ci si rende in fretta conto che esiste un altro equivoco fondamentale (il quarto): il welfare aziendale (e anche l’approccio ESG) è una vicenda da professionisti. Perché così come non mettiamo mano, neanche per scherzo, ai codici su cui si regge la nostra rete digital aziendale, per la quale ci affidiamo dogmaticamente a un informatico, anche il welfare ha i suoi professionisti.

Torino in questo senso è abbastanza all’avanguardia, d’altronde lo è spesso, dall’automotive allo spazio al resto, e quindi le realtà in città che si occupano del tema sono parecchie e pure di livello. Noi, avendo ancora un quinto equivoco da smaltire, abbiamo chiesto a Falgar, una di queste realtà, di darci una mano.

Prima l’equivoco e poi la risposta. Ultimo equivoco: pensare “ma sì, poi ci penso a questa cosa del welfare, tanto c’è tempo”. Risposta di Gianfranco Garrone, socio fondatore insieme a Marco Falcetto di Falgar, agenzia torinese Reale Mutua: «Certamente non vogliamo mettere fretta a nessuno, ma oggi il welfare per le aziende sta diventando più di un vantaggio evolutivo, e tra un po’ di tempo sarà un prerequisito d’impresa. Di conseguenza ci si affiderà sempre di più a professionisti del settore».

Quali saranno i temi più trattati?

«Probabilmente la sanità, per avere servizi sempre più veloci, qualitativi e convenienti. A questo proposito Reale offre già pacchetti veramente di livello, sia per le aziende che per le famiglie, e spesso per entrambe, d’altronde prendersi cura dei lavoratori è un’operazione che coinvolge le loro famiglie».

Torniamo al tempo, è davvero così poco?

«Non è tanto questione di quanto tempo abbiamo, piuttosto di quanto ne sprechiamo o comunque non valorizziamo. Una delle prime azioni di Falgar quando affianca un’azienda è confrontarsi strategicamente per comprendere al meglio caratteristiche e obiettivi. Per ogni consulenza in tema welfare ci poniamo insieme dei traguardi e seguiamo l’impresa fino al report finale. Così non si sprecano tempo e risorse».

La Giornata della Terra, oggi, dopo i bei concerti del weekend a Torino, ci ricorda che prenderci cura della Terra significa anche occuparci di noi stessi. E per farcela serve avere affianco le persone giuste, a ogni livello.