Renato Zero, Tim Burton, il Principe Alberto di Monaco, la Juventus. Andando un po’ indietro nel tempo, Raffaella Carrà, Rita Levi Montalcini, un altro premio Nobel come Montigner, e perfino Gorbachov. E ancora Ray Charles, i Deep Purple, Maradona e Lou Reed. Politici e scrittori di fama mondiale, musicisti e artisti dello spettacolo, sono solo alcuni degli ospiti che hanno avuto il piacere di vivere l’atmosfera del Grand Hotel Sitea. Peccato che il libro ospiti di coloro che hanno soggiornato nel famoso albergo del centro città torni indietro solo fino agli anni’80. Chissà quante storie e quanti volti hanno visto i suoi muri in 100 anni di storia.

Essì, perché tutto ha inizio nel 1925, quando il Cavaliere Emiliano Lera, reduce da numerosi viaggi per il mondo, decide di inaugurare a Torino il Grand Hotel Sitea (acronimo di Società Italiana Terme e Alberghi). Erano gli anni della nascita del turismo di lusso e l’intuizione del Cavaliere diede vita a un vero gioiello dell’hôtellerie destinato a superare guerre ed epidemie (come vedremo tra poco), con una decisiva peculiarità: essere gestito continuativamente da una sola famiglia, la famiglia Lera appunto.Dunque, 1925-2025: cento anni di amore per l’ospitalità. Dunque, 1925-2025: cento anni di amore per l’ospitalità.

Ma qualcosa ci è pervenuto anche degli inizi di questa storia a 5 stelle: la dedica di Louis Armstrong del 1935 in cui loda Torino e il suo soggiorno torinese; le lettere e i disegni del noto disegnatore Golia, che frequentava l’hotel e si era invaghito di Giulia Lera, figlia di Emiliano, che raccontano di uno scanzonato corteggiamento e, allo stesso tempo, testimoniano come l’hotel fosse uno dei poli del bridge torinese (siamo agli inizi degli anni ‘40).
E poi le foto del 1952, scattate all’american bar, a dimostrare l’amicizia che legava il Grand Hotel Sitea all’Accademia Aeronautica. Più triste il ricordo del 1944, quando l’albergo fu sequestrato dai RAP (Reparti Anti Partigiani): fu l’unico momento in cui dovette sospendere la sua attività. Non chiudere. Per questo bisogna aspettare un altro avvenimento che ben ricordiamo, l’emergenza sanitaria del 2020. Quando fu necessario trovare le chiavi per bloccare i portoni d’ingresso, la ricerca si dimostrò vana: non c’erano serrature, non si era mai manifestata l’esigenza di interrompere l’attività. A conferma del valore di una storia di successo gestita con lungimiranza dalla medesima famiglia, oggi arrivata alla quarta generazione.

Certo negli anni un’evoluzione c’è stata: nel tempo, piuttosto che indirizzo eletto per il turismo di lusso, l’hotel è diventato la dimora preferita di uomini d’affari e rappresentanti (vista anche la vicinanza alla stazione di Porta Nuova), accompagnando la crescita di una Torino capitale dell’industria, fino ad arrivare alle Olimpiadi del 2006 e alla svolta in chiave turistica e congressuale.

Il Grand Hotel Sitea si è sempre fatto trovare preparato, oasi di calore e accoglienza nel cuore di Torino, con gli interventi di ampliamento strategico voluti dalla terza generazione, con Giulio e Maria Clotilde Lera, e ancor più con Federico e Niccolò Buratti (figli di Maria Clotilde Lera), attuali proprietari: «Ogni giorno ci impegniamo perché lo spirito degli inizi perseveri. Il fatto di non appartenere a una catena alberghiera è per noi un vero punto di forza. A dispetto dell’uniformità stilistica che accomuna spesso questi grandi alberghi, il Sitea mantiene la sua anima originale, pur rinnovandosi, quasi diventando, anche esteticamente, testimone del suo passato. Dal quinto piano alla lobby non vi è nessuna zona uguale all’altra. All’ultimo piano, infatti, la ristrutturazione di fine anni ‘80 diventa emblema della modernità di quegli anni; i corridoi e l’american bar risalgono invece agli anni ‘50; molte camere mantengono la rubinetteria senza miscelatore, nel rispetto dello stile originale. Così se nei bagni di alcune camere abbiamo conservato lo storico marmo verde delle Alpi, in altre più contemporanee troverete la vasca idromassaggio. Questo è sapersi evolvere pur restando fedeli alla tradizione».

L’ultima generazione ha portato impulsi nuovi da diversi punti di vista: i Torinesi gourmand ben ricorderanno quando nel 2017 il Grand Hotel Sitea ha deciso di lanciare una nuova attività intercettando la domanda ristorativa del momento, puntando sul ristorante Carignano e coinvolgendo gli chef Marco Miglioli e Fabrizio Tesse. Il Carignano – fino ad allora più dedicato ai soli clienti dell’hotel – si aprì ufficialmente al pubblico esterno conquistando (e mantenendo) la sua prima stella dal 2018.
Nel 2022 è Davide Scabin a diventare executive chef di tutta la ristorazione del Grand Hotel Sitea. Continua la proprietà: «Con l’arrivo di Scabin al Carignano, il legame col passato si è fatto concreto perché lo chef, incantato dalle nostre collezioni di servizi, ha voluto utilizzarli valorizzando un patrimonio conservato fin dagli anni ’30, come le posate con inciso il monogramma dell’hotel, le porcellane e gli argenti».

Sempre nel 2018 si è deciso di offrire la possibilità di degustare le proposte della cucina anche in una versione bistrot. L’acquisto degli spazi dell’ex negozio di camiceria Sebastian, all’angolo tra via Carlo Alberto e via Cavour, ha dato vita al bistrot Carlo e Camillo, in omaggio ai due personaggi storici che qui “confluiscono”. Ancora, nel 2019 è nata l’attività di banqueting, sfruttando inizialmente la celebrità del nome Carignano e poi diventando Sitea Events, con Marco Conte come direttore, specializzata in wedding ed eventi aziendali.
Ma l’energia dei due fratelli non si ferma al servizio food & catering: una delle ultime novità è stata l’acquisizione e la ristrutturazione del piano nobile di Palazzo Luserna– in via Cavour 13 – per dare vita a 6 splendide suite dai soffitti affrescati e capaci di garantire la massima privacy, anche grazie all’accompagnamento di un maggiordomo dedicato, diplomato alla The International Butler Academy. Da fine 2023, poi, sono stati ristrutturati due lodge a Sestriere per regalare la calda accoglienza del Sitea anche tra le montagne torinesi. È la prima volta nella sua storia che il Grand Hotel Sitea “esce” da Torino.

«Gli anni passano, ma noi teniamo a conservare quell’atmosfera famigliare che i tanti ospiti ci hanno sempre riconosciuto e che ha contribuito a fare del nome Sitea un elemento di costante riferimento nella proposta alberghiera torinese. Il nostro direttore, Fabrizio Musso, e il capo barman, Beppe Loi, sono con noi da 30 anni, li ricordiamo al lavoro da quando eravamo noi bambini! Questo rafforza il rapporto, sempre diretto e oserei dire amicale, con i nostri ospiti, e questo rafforza il gruppo. Quando si dice “siamo come una famiglia”, ecco noi lo siamo davvero».
Dunque, 1925-2025: cento anni di amore per l’ospitalità.
Politici e scrittori di fama mondiale, musicisti e artisti dello spettacolo, sono solo alcuni degli ospiti che hanno avuto il piacere di vivere l’atmosfera del Grand Hotel Sitea
Fondato nel 1925 dal Cavaliere Emiliano Lera, il Grand Hotel Sitea è da quattro generazioni di proprietà della stessa famiglia, che ne ha curato la gestione senza mai interrompere l’attività se non in due momenti, e per cause di forza maggiore.
GRAND HOTEL SITEA
Via Carlo Alberto, 35 – Torino

(foto MARCO CARULLI e GRAND HOTEL SITEA)
(Servizio pubbliredazionale)
