Lunedì 2 febbraio siamo stati alle OGR per l’ultimo giorno del Salone del Vino di Torino, una quarta edizione che in tre giorni ha fatto registrare numeri importanti (in aumento rispetto al 2025), sia con le presenze al Salone che con i passaggi al Fuorisalone (preview dell’evento di questo weekend). Insomma, prima un po’ di numeri e poi qualche nostra impressione.
Dicevamo dei numeri notevoli: 500 le cantine passate dal Salone, sold-out tutte le masterclass (oltre 2.000 presenze), 5.000 i curiosi coinvolti dal Fuorisalone, oltre 2.000 i presenti lunedì per la giornata B2B dedicata a stampa e operatori di settore. E tra questi, come detto, c’eravamo anche noi. Dunque, aspettando i numeri ufficiali dell’edizione, commentiamo insieme il Salone con le nostre freschissime impressioni.
- Sempre belle le OGR: location ampia ma flessibile, internazionale e pure così torinese.
- Ben calibrato il sistema dei token per ingresso e acquisto dei calici (era uno dei grossi temi da smarcare e sembra aver operato bene).
- Sempre gradita la giornata del B2B: minore affluenza per noi significa poter chiacchierare meglio con i rappresentati delle cantine, in prevalenza soddisfatte dell’edizione e dei volumi di affari.
- Nota di merito all’area food, più bella e ricca: anche il lato gastronomico è sempre più rilevante.
- Le masterclass sold out sono la dimostrazione che alle persone interessa sì il tema dell’assaggio, ma che approfondimenti e incontri più “culturali” sono ugualmente importanti… Non sottovalutiamo il pubblico.
- Menzione d’onore a una linea estetica del Salone (dalle locandine a tutto il resto) davvero carina.
- Va bene rappresentare il territorio, ma un giorno ci piacerebbe vedere anche qualcosa dall’estero; sempre che si tratti di progetti intelligenti e ben contestualizzati.
Dunque, questo Salone del Vino 2026 ha probabilmente superato aspettative e anche qualche malelingua; chissà cosa potrebbero fare i nostri saloni enologici se non fossero quasi sovrapposti o (addirittura) se si unissero come una squadra? Follia, eresia, provocazione…? Ci si vede alla prossima edizione.
