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Annalena Benini

una nuova direttrice per il Salone del Libro

di Tommaso Cenni

Primavera 2024

ANNALENA BENINI È LA NUOVA DIRETTRICE DEL SALONE DEL LIBRO. HA RACCOLTO L'EREDITÀ (PESANTE) DI NICOLA LAGIOIA, MA SI È SUBITO DIMOSTRATA DECISA, CAPARBIA, AUTOREVOLE, PROFONDAMENTE INNAMORATA DELLA LETTERATURA. L'ABBIAMO INTERVISTATA PARLANDO DI SALONE, IDENTITÀ, PASSIONE E VITA IMMAGINARIA

Alla conferenza stampa di chiusura del 2023 il passaggio di consegne tra Nicola Lagioia e la nuova direttrice del Salone Annalena Benini

Alla conferenza stampa di chiusura del 2023 il passaggio di consegne tra Nicola Lagioia e la nuova direttrice del Salone Annalena Benini

Identità e passione è il tema cardine di questo numero. Siamo felici di questa nomina perché in lei abbiamo visto tanta passione per i libri e la letteratura; abbiamo visto giusto?

«La letteratura è la mia prima passione: leggere libri è da sempre per me il modo di entrare in altri mondi, di conoscere le luci e le ombre del vivere umano. Da quando ho imparato a leggere non mi sono mai sentita sola un minuto, con me c’è sempre qualcuno di interessante, terrificante, magnifico, disperato, bugiardo, eroico, pavido, e ci sono brughiere, steppe innevate, grattacieli e deserti. La lettura è stata per me per anni un esercizio solitario di curiosità e di smania, che da ragazzina mi rendeva un po’ diversa, un po’ “strana”, e che comunque non condividevo con nessuno, ma ho imparato crescendo attraverso il lavoro, la scrittura e gli incontri fondamentali della mia vita, che la lettura può essere anche un grande momento collettivo. Un modo di stare con gli altri in un mondo più legato all’immaginazione, un luogo in cui condividere idee, differenze, desideri».

Come ha reagito alla chiamata del Salone?

«Con felicità. Dopo un primo momento di confusione e stupore, durante quella telefonata inaspettata, ho pensato che era una cosa bellissima, un lavoro importante e prezioso per tutti, e lo penso ogni giorno di più. Sono circondata da persone bravissime e appassionate, che pensano al bene del Salone ogni giorno dell’anno, e questo è esattamente il mio intento».

Il Salone OFF (iniziativa inaugurata nel 2004) dal 2014 si estende in eventi, incontri, appuntamenti a Torino lungo l'intero corso dell'anno, con il nome di Salone 365

Parlando di identità, ogni direttore o direttrice solita mente prova a portare un po’ della sua nel Salone; lei?

«Io porto la mia personalità, la mia passione per le storie, per la letteratura, la curiosità per gli esseri umani. Porto anche l’attenzione verso il mondo dei ragazzi e delle ragazze, che è già una vocazione del Salone. E un’attenzione particolare al mondo delle scrittrici, delle donne, il loro movimento nel tempo e nella società. Mi interessa tutto ciò che è in movimento e che cambia mentre noi leggiamo, mentre noi cambiamo».

“Vita immaginaria” è il tema di questa edizione: ce lo racconta?

Annalena Benini - Locandina Salone del Libro 2024

Locandina Salone del Libro 2024

«La vita immaginaria muove la vita creativa e spesso anticipa e indovina i fatti della vita reale. Contiene in sé la letteratura, il cinema, l’arte, il presente, la legge rezza e la profondità del pensiero. E “Vita immaginaria” è il titolo di un magnifico libro di Natalia Ginzburg, pubblicato per la prima volta nel 1974 e ripubblicato in anni recenti da Einaudi. È una raccolta di saggi, articoli, racconti. È un libro per me importante per la scrittura e per la limpidezza del pensiero: l’innocenza separata dall’ingenuità. Quindi sono felice di omaggiare una grande scrittrice come Natalia Ginzburg in questo mio primo anno al Salone con un titolo che è suo e che la rispecchia così tanto».

Il Salone è per Torino identità e passione, lo sentiamo molto nostro. Come lo percepiva lei prima dell’investitura?

«Sono sempre andata al Salone come visitatrice, come relatrice e anche come autrice, l’ho vissuto sempre come una festa e, lo confesso, da un certo punto della mia vita in poi anche come il posto importante da cui aspettare con trepidazione l’invito a partecipare. L’anno scorso, ad esempio, prima di ricevere quella telefonata, speravo di essere invitata a presentare il mio libro e non osavo chiederlo alla mia casa editrice. Mi è sempre sembrato che tutte le cose importanti della letteratura accadano qui, in una fiera che è anche un luogo di incontro e da cui negli anni sono sempre tornata a casa con nuove idee e con un senso di appartenenza a una comunità di persone che mettono i libri al centro della loro vita».

La conferenza del Regio ci è piaciuta molto. Anche per la location. Crediamo che i luoghi raccontino le idee delle persone, e che le persone facciano i luoghi. È una formula particolare. Succede anche per Torino e il suo Salone del Libro?

«Grazie, anche a noi è piaciuto molto essere al Regio quel giorno e i luoghi sono importanti, ogni volta li scegliamo con cura e il giorno dopo un evento ci riuniamo tutti insieme per capire quello che si può migliorare. Perché questo è prima di tutto un lavoro di squadra. Le cose si fanno insieme. Il Salone è questo, una grande opera collettiva incastonata nella città di Torino, e io mi sento molto fortunata a farne parte».

Annalena Benini - Durante la conferenza stampa al Regio

Durante la conferenza stampa al Regio

 

(foto CHIARA PASQUALINI)