Uno dei tanti sintomi della malattia di Parkinson – o del Signor P, come lo hanno soprannominato in famiglia sono le allucinazioni: «Oggi il Signor P ci ha mandato una bambina in salotto, con un palloncino rosso. A lei visibilissima, a me ovviamente no, perché al suo posto ci vedevo il mio comò. A differenza delle altre volte però, non ho riportato mia mamma alla realtà, ma ho deciso di assecondare il Signor Poco Gentiluomo P. Abbiamo quindi conosciuto la bambina invisibile, le abbiamo cantato una canzone di Bennato e le abbiamo regalato un Pinguino di Pepino» (da Illustrissimo di Giorgio Formica).

Era il 1997 quando fu diagnosticato il morbo di Parkinson a sua madre, la signora Federica che, all’epoca, aveva 53 anni. «Il dolore per quella scoperta è stato acuto, spiazzante, feroce – ci confida Giorgio – la malattia inizia con dei tremori, poi ti prosciuga come un grappolo d’uva che appassisce».
Ma nella voragine emotiva, tra la sofferenza e il senso di impotenza, è avvenuta per lui la sublimazione del dolore in un progetto utile agli altri. E di progetti ne ha concretizzati molti: libri ed eventi per regalare supporto e sorrisi ai malati di Parkinson. «Sono molto orgoglioso quando so di aver contribuito a rallegrare qualcuno che ne ha bisogno».

Giorgio ha iniziato a scrivere per se stesso, come momento intimo e liberatorio, convertendo i suoi intensi e genuini moti dell’animo in contenuti informali e spiritosi ma, al contempo, eleganti ed espressivi.
Il suo stile, originale e scorrevole, incuriosisce con l’umorismo e invita alla riflessione, ed è ben riconoscibile sin dalla prima raccolta di poesie confluite nel libro All’imbuto, pubblicato nel 2016 e definito dall’autore come «un contenitore di emozioni liquide che, travasate nel l’imbuto, impaginano sonorità».
Il suo secondo libro, Storie tratte, è autobiografico: «Avete presente quel giochino che consiste nell’unire i puntini per dar forma a una figura? Ecco, ogni storia è come fosse un puntino numerato e il compito del lettore è di tratteggiare la mia persona – spiega Giorgio – Sono sempre stato attratto dalle letture che in apparenza sembrano semplici, ma che poi stimolano la riflessione del lettore».
La terza pubblicazione è l’unica che esula dal contesto benefico: «Andrea Chiusano si innamorò dei miei libri e mi chiese di scrivere a proposito dell’arte della mediazione – spiega Giorgio che nella vita si occupa di vendere case – Così nel 2020 è nato “MediaMente”, un romanzo breve che tratta il tema della mediazione in modo ironico e formativo, ma che può essere letto da chiunque pensi che la relazione umana sia il fil rouge del mosaico in cui viviamo».
Ultima fatica letteraria è invece Illustrissimo, pubblicato pochi mesi fa. «Una lettera senza francobollo che scrivo all’Illustrissima, la cui identità è sconosciuta. Può essere un’associazione, una persona o una patologia, sarà il lettore a decidere».
L’accoppiata formata da leggerezza e profondità, divertimento e beneficenza, è risultata vincente e infatti, tra libri ed eventi, Giorgio Formica ha devoluto finora circa 21.000 euro all’Associazione Italiana Parkinsoniani Sezione di Torino “G.Cavallari” che promuove attività di sostegno e progetti di ricerca a favore dei malati e dei loro familiari.

Ubaldo Pilotto, presidente dell’AAPP e coordinatore dell’AIP Torino, ringrazia Giorgio Formica al Teatro Regio per la raccolta fondi Per contribuire alla crescita delle attività dell’Associazione– di cui Giorgio è membro del direttivo – è possibile acquistare Illustrissimo, All’imbuto e Storie Tratte presso la stessa Associazione in via Negarville 8/28 a Torino e presso la libreria Bodoni di via Carlo Alberto 41 (l’intero ricavato verrà devoluto all’Associazione).
(foto PAOLO FORMICA)
