London, food & show

///London, food & show

London, food & show

London, food & show

Impossibile prendere le misure in un solo viaggio, anzi, Londra la si ama per davvero quando si torna. Al primo appuntamento sicuramente seduce, ma il risultato è frustrante: infinite cose da vedere (tutte importanti), superficie smisurata (1.572 chilometri quadrati contro i 105 di Parigi), collegamenti che prevedono studi meticolosi e tanto tanto tempo, la sensazione costante di lasciarsi qualcosa alle spalle da vedere e di essere sempre di corsa per la prossima tappa. Diciamola tutta, Londra comincia ad appartenerci veramente dopo il quarto o quinto viaggio, mai prima.

Ed è allora che iniziamo a familiarizzare con questa città pianeta e coi suoi 8.800.000 abitanti, la più cosmopolita tra le metropoli del nuovo millennio.
Un dato su tutti per chiarire il concetto: la Londra di origine britannica è ormai nettamente minoritaria e oggi non supera un 40% in continuo calo. E gli altri chi sono? Indiani, pakistani, bengalesi, arabi, nigeriani, giamaicani, turchi, libanesi, europei di ogni dove. Figli dell’Impero, migranti più o meno recenti, ma anche lavoratori specializzati, spesso di altissimo profilo.

I nostri connazionali sono tantissimi, almeno 250mila. La capitale britannica è la quinta città italiana al mondo, superata solo da Roma, Milano, Napoli e Torino.
Se il mondo intero transita per le strade di Londra, il carnevale di Notting Hill – espressione della comunità caraibica londinese, che ne monopolizza la scena – è la più affollata festa metropolitana del continente. Si celebra ogni anno durante la Summer Bank Holiday: l’ultimo fine settimana di agosto, festivo dal sabato al lunedì. Ed è proprio il lunedì che si tiene la grande parata dei soundsystems, l’evento più atteso, con oltre 40 carri a sfilare per le vie di un quartiere celebre per le eleganti casette vittoriane e l’atmosfera bohémienne. L’evento è un delirio ben organizzato: dai soundsystems i deejay pompano come forsennati e vengono seguiti da una truppa compatta e colorata, i cui costumi richiedono settimane di lavoro meticoloso.
Il percorso, annunciato in precedenza, consente di partecipare alla festa scegliendo la visuale preferita. Un consiglio strategico: arrivate in tarda mattinata e
abbandonate il set a metà pomeriggio, dopo il tasso alcolico sale oltre il livello di guardia e ogni anno si segnalano incidenti.
E ora partiamo per la Londra ‘che i turisti ancora non conoscono’ in compagnia di Valentina Bosco, italolondinese based in Turin, con attività di tour operator per la sua Quattro Passi e i colleghi di Hoppete. «Per essere veramente alternativi – ci spiega – occorre offrire buone idee e tante opportunità: musical, visite insolite, concerti, eventi sportivi, afternoon tea, ristoranti di ogni livello. Il cliente che già conosce la città ha esigenze mirate, come un match di football o una cena da Gordon Ramsay. Per le visite suggerisco la Londra cosmopolita: in pochi giorni si può fare il giro del mondo, da Bisanzio al Giappone, dall’India al Medio Oriente. Siete pronti?».

Detto fatto, siamo nel distretto di Holland Park, zona ovest di Londra, dove sorge la magnifica Leighton House, che fu residenza capolavoro di Lord Frederic Leighton (1830-1896): scultore e pittore particolarmente amato dalla Regina Vittoria e presidente dell’Accademia Reale. Sorprendente palazzo dell’arte, la casa è stata concepita come abitazione, studio e palcoscenico di un mondo – quello arabo – che affascinò continuamente il proprietario. La grande sala al piano terra, l’Arab Hall, con la sua cupola dorata e la fontana centrale, ricorda i più fastosi palazzi moreschi ed è decorata con piastrelle policrome antiche che Lord Leighton collezionò durante i suoi viaggi. Edificio nomade e curioso, onirico e incantato, Leighton House non assomiglia a nessun altro luogo. Dieci minuti di strada a piedi e si cambia continente. Dopo aver varcato i cancelli di Holland Park, ritenuto il più romantico della città, si raggiunge il Kyoto Garden: una meraviglia recente, realizzata nel 1991 da giardinieri nipponici dell’antica capitale del Sol Levante. Tutto è modellato alla perfezione, con gli elementi naturali disposti ad arte per creare la pace dello sguardo e dello spirito. L’acqua del ruscello scende sulle pietre e si inoltra nella vegetazione, offrendo una profonda sensazione di armonia, intorno a noi si muovono i pavoni e gli scoiattoli si avvicinano curiosi in cerca di cibo. Il Kyoto Garden è un’oasi sospesa nel tempo, un mondo a sé dove anche l’orologio si prende una
pausa.

2018-10-17T01:16:30+00:00